Formicaio per
Messor capitatus
Non si arriva a un modello di formicaio decente in pochi tentativi... Alcuni anni fa il web non era ancora ricca di suggerimenti e idee per costruirsi da soli il proprio formicaio, e le poche informazioni venivano da libri e articoli di autori che badavano più a mantenere in vita le formiche, che al piacere di osservarle in una "casa” anche bella, oltre che funzionale.
Così nel 2005 io avevo iniziato con i primi modelli stentati in gesso, che però rivelavano in pochi mesi i propri limiti...

- Uno dei miei primi nidi di gesso, struttura rustica, problemi di blocco del vetro, nessuna idea di regolazione dell'umidificazione

- Passo successivo: aggiunta di moduli separati. Altre difficoltà nella gestione, nello spostamento, ma alle formiche nessun problema, erano abbastanza felici di avere delle depandances!

- Nido verticale in gesso a due facciate: gravi errori di progettazione?
Il peso del gesso, le difficoltà di umidificazione, gallerie più alte che larghe... Devo continuare?

- Prima versione verticale in gasbeton
Terza versione, con miglioramenti nelle gallerie
ingrandisci

- Prima versione a blocco intero (25 x 60) finalmente con le gallerie razionali e i divisori più sottili.

- Nido in gasbeton per Formica cunicularia. Finalmente qualità, vivibilità ed estetica si uniscono a una decente gestione di arena e spazi abitativi

- Nido in legno per Camponotus vagus. Sacrifico l'estetica alla funzionalità: le gallerie e le stanze sono ricavate incollando semplicemente sezioni di legno e persino bastoncini da ghiacciolo con il vinavil, una colla a base di acqua efficace e innocua per le formiche.

- Nido in gasbeton colorato per Formica sanguinea. Verticale, con arena superiore, e più nessun tubo pensile di collegamento, salvo quelli di emergenza per i traslochi.
Per vedere il livello finale dei giorni nostri
viewtopic.php?f=13&t=331&start=120" onclick="window.open(this.href);return false;, dove è descritto anche il lavoro necessario a costruire un nido “ultimo modello”.