Ieri ho fatto un po' di foto e volevo condividerle, oltre a chiedere una mano per alcune identificazioni.
Bosco in prevalenza di querce e castagni, appennino bolognese, circa 800m di altitudine, giornata calda dopo un week-end di pioggia.
Questa formica che trasporta un cadavere di C. ligniperda, direi "Formicinae" per il peziolo, "Formica" per la forma del propodeo, ma la specie non la so, gagates?
Operaia e terzo nido di Camponotus ligniperda, questa volta in terra
Non fotografate per via delle dimensioni ma trovate in abbondanza: Tapinoma sp. e Plagiolepis pygmea (credo).
Spero abbiate gradito, e che le foto siano tali da permettere quelle identificazioni che non sono riuscito a fare (e correggere gli eventuali errori ovviamente.. ).
Ultima modifica di Fiabo il 19/05/2015, 20:59, modificato 1 volta in totale.
Colonie in allevamento: Crematogaster scutellaris, Temnothorax sp., Tetramorium sp., Camponotus truncatus, Messor capitatus.
Tutte giuste, anche Formica gagates. I Lasius a mio avviso sono del sottogenere Cautolasius con due specie possibili: flavus e myops. Scatta pure a volontà che abbiamo una pericolosa penuria di foto di esemplari "wild type" nel forum.
Lo farò volentieri. In ogni caso, già che ci siamo ti posso chiedere da cosa deduci la specie gagates (io sono andato per somiglianza con un'identificazione fatta in precedenza, nera, lucida, pochi peli sull'addome, trovata nel bosco) e il sottogenere Cautolasius? basta il colore? Così imparo un po'..
Grazie!
Colonie in allevamento: Crematogaster scutellaris, Temnothorax sp., Tetramorium sp., Camponotus truncatus, Messor capitatus.
Il carattere discriminante per la Formica gagates è l'escrescenza del propodeo perfettamente rotonda, senza vertice. Unito appunto al colore nero piceo lucido.
Cautolasius, oltre che per il colore molto pallido, direi perché gli occhi mi sembrano piuttosto atrofici (carattere che li contraddistingue da altri Lasius gialli).
A proposito della Formica gagates...non so se ti ricordi Winny, di una discussione di qualche tempo fa (viewtopic.php?f=38&t=8328&hilit=+Gagates#p105935" onclick="window.open(this.href);return false;) ...
ho raccolto un esemplare di questo formicaio e l'ho osservato con il lentino (devo ancora acquistare lo stereoscopio, sigh...), guardando il propodeo ho notato un angolo più deciso, per nulla arrotondato, ed ho supposto, (basandomi anche sulle splendide foto di Lucille nei suoi mirmequiz) che siano in realtà Formica picea...
Ammetto che non ho contato i peletti sui tergiti...è vero...
Che dici, può essere una "supposta" corretta?
„L'uomo nella sua arroganza si crede un'opera grande, meritevole di una creazione divina. Più umile, io credo sia più giusto considerarlo discendente degli animali.“ _Charles Darwin.
La formica va osservata per bene, possibilmente col microscopio per fugare ogni dubbio.
In realtà mi diceva Scupola a Modena che per chi ci ha fatto l'occhio si distinguono abbastanza agevolmente anche ad occhio nudo perché è proprio diversa la "resa macroscopica", soprattutto per l'effetto ottico della chitina che in picea è sensibilmente più lucente. Bisognerebbe averne viste un po' in natura di entrambe. Purtroppo la picea è abbastanza poco comune.
Ne prenderò qualche campione da portare ad Entomodena allora.
Ho osservato bene il propodeo di più esemplari, e non dava affatto l'impressione di essere arrotondato, anzi, era piuttosto spigoloso.
Per il resto posso dire che le formiche sembrano "metallizzate", tanto sono lucide!
„L'uomo nella sua arroganza si crede un'opera grande, meritevole di una creazione divina. Più umile, io credo sia più giusto considerarlo discendente degli animali.“ _Charles Darwin.