ragazzi il discorso oramai è inseguibile, si è espanso troppo e con troppi punti discutibili per poter rispondere in modo appropriato, e poi è tardi ed oggi ho fatto l'esame di meccanica quantistica quindi il mio cervello è in modalità recupero

comunque:
parto dall'argomento principale con il quale il topic è nato, è sbagliato anche porsi il problema se parlare delle nostre formicuzze in termini bestiali sia corretto o meno, le parole scritte non portano di per se nessuna mancanza di rispetto(e gia qui potremmo discutere su cosa sia il rispetto

) sia perche i termini usati sono quelli corretti nella lingua italiana sia perche a loro non frega assolutamente nulla il come parliamo di loro.
certo sarebbe meglio esprimersi in modo più formalmente gentile ma solo in funzione del messaggio che si passa al lettore umano che legge il nostro commento, questo per passare un messaggio più di amore e cura verso le nostre beniamine e meno rude e superiore e quindi far si indirettamente che chi legge applichi questo comportamento.
sul resto degli argomenti ecco la mia idea molto ristretta, altrimenti vi scrivo un libro e non finiamo più, in ordine di apparizione sul topic.
porsi superiori agli altri essere quali che questi siano è solamente una nostra necessità culturale per giustificare quello che facciamo tutti i giorni, in quanto siamo penso l'unico essere che si pone problemi di etica e morale, che secondo morale sarebbe inaccettabile da fare ad un essere nostro pari, sempre per problemi tutti nostri
nessuno alleverebbe persone per la carne, senza entrare in merito all'apporto nutrizionale dei nostri conspecifici

e solo a titolo d'esempio, con le modalità con le quali alleviamo mucche o polli e neanche in altre modalità semplicemente perché questo andrebbe contro la nostra etica, mentre lo faremmo con un essere inferiore cosi come facciamo con le piante.
anche qui però, secondo me, il problema è diverso ed è: la nostra etica ha senso di esistere? è funzionale a noi e perché ne sentiamo il bisogno? il resto degli essere viventi si pone problemi di etica?
queste sono le domande le cui risposte risolverebbero il dilemma sulla gerarchia degli esseri viventi, ogni uno di noi a le sue risposte a questo e ritengo poco fruttuoso andare ad indagare le risposte per trovare quelle corrette e vere, tanto nessuno cambierebbe idea e con decine di persone che possono dire la loro non si finirebbe mai
le mie risposte, che ovviamente io ritengo corrette ma non ho la certezza che siano anche quelle vere, mi portano a dire che non me ne frega nulla delle differenze che gli altri esseri hanno da me per parecchi motivi:
-primo, non ho modo di verificarlo con certezza ne per il mondo vegetale ne per quello animale ne per altri essere umani.
-secondo, non mi cambia nulla di nulla, io rispetto la vita in quanto tale che sia una formica o un altro essere umano, se posso evitare di levarla meglio ma se devo levarla allora la levo nel modo che mi è più utile.
-terzo, la differenza fra me ed altri esseri non è neanche ben definita quindi incerta e solo ideale.
altro argomento del topic, religione:
partiamo dalle premesse, io sono uno scienziato se cosi vogliamo definirmi studio fisica ed indago i fenomeni dell'universo e faccio questo per mera curiosità.
aborro il principio di dio cosi come espresso dalle religioni monoteiste del mondo, questo blocca sul nascere ogni domanda e pone come unica soluzione una cosa inverificabile ed inutile da conoscere e sopratutto che non porta altre possibilità di indagine.
poi ogni persona o essere è libera di credere quello che più vuole, quello che secondo me è il minimo per definirsi intelligenti è accettare che si crede per convenienza e non per qualche motivo trascendentale, qualunque sia poi il guadagno che se ne ricava che può spaziare dalla consolazione allo scaricarsi i rimorsi per mangiare un altro essere che tanto il tuo credo definisce inferiore.
quindi si io non credo e soprattutto non mi concedo la comodità di credere e mi tengo tutti i miei dubbi ed insicurezze per risolvermeli da solo e cosi crescere personalmente.
altro argomento altro giro, il caso:
da fisico, o quasi

, il caso è uno di quei fenomeni che i interessa da vicino e che attrae molta della mia curiosità, ma per poter parlare dell'argomento definisco le due possibilità che esistono, universo casuale e universo deterministico(ovviamente parlo di universo in quando nel piccolo come nel grande deve essere identico)
-universo casuale, le cose avvengono in modo non completamente prevedibile e vi è sempre un incertezza, e non sempre una causa ha esattamente la stessa conseguenza, in questo universo vi è possibilita fare scelte e di intraprendere più strade.
-universo deterministico, ogni fenomeno è legato ad una causa e l'evoluzione temporale di un sistema del quale sono note tutte le condizioni iniziali è determinato senza incertezza, questo implica l'assenza di decisioni anche se non esclude la possibilita di avere l'illusione della scelta.
ora sia in fisica come nella vita reale non abbiamo ancora modo di sapere quale dei due universi sia quello nel quale viviamo, l'unico modo per dire che siamo nell'universo casuale è dimostrare che non siamo in quello deterministico ma per farlo dobbiamo conoscere tutte le condizioni iniziali di un dato fenomeno ripetibile e questo è ovviamente impossibili data la quantità infinita(o quasi in realtà) di queste, il non conoscerne anche una sola crea un incertezza nella quale può rientrare la possibilità del caso.
in ambedue i casi al livello di vita vissuta non ci cambia nulla, anche se la filosofia di vita nei due casi è ben diversa e quindi cambia il come si vive la vita, ed è sicuramente più bello pensare di avere una scelta e che quindi determiniamo noi il nostro futuro(almeno in parte in quanto anche il resto del mondo incide sul nostro futuro) piuttosto che vivere passivamente pensando che tanto quello che succede è già determinato e non dipende da nulla che noi possiamo fare.
qualche conclusione sparsa:
proprio in quest'ottica ricercare la differenza fra noi e gli animali nella presenza di potere decisionale o meno è secondo me errata, ogni individuo ha idea di prendere decisioni ma non ha modo di controllare se gli altri esseri hanno tale possibilità.
noi viviamo secondo istinto ma il problema è che l'istinto non si è evoluto velocemente come la nostra società rendendo se stesso inefficace e facendoci vivere secondo ragione.
piantatela di farvi pippe mentali ed andate a cercare regine
sicuramente mi sono dimenticato qualcosa di quello che avete detto voi e di quello che volevo dire io e altrettanto probabilmente ci sarà qualche errore grammaticale o di analisi logica in quanto ho scritto, perdonatemi e fatemelo notare nel caso.
faccio una richiesta a tutti gli scrittori, cercate di dare una forma leggibile al testo con tanta punteggiatura e periodi mirati e diretti e dividete lo scritto in varie parti con la spaziatura fra i periodi, grazie.
edit, appunto dimenticavo.
il contrasto scienza religione è prima di tutto culturale, tutti gli scienziati spesso devono fare dichiarazioni a favore della religione per evitare ostruzionismo nel loro lavoro, e quindi è spesso un mettere le mani avanti e levarsi di mezzo i problemi che potrebbero porre i religiosi di tutti i livelli, quindi provate a rivedere molte affermazioni in quest'ottica e tenete come esempio di scienziato che non ha fatto questo Giordano Bruno(oggi non li brucerebbero ma si creerebbero sempre molti problemi considerando che la religione e la chiesa in primis ha più influenza nel mondo economico\lavorativo\materiale di quanto le spetterebbe)
poi una persona che si pone delle domande e che vuole delle risposte avrà sempre problema ad accettare la religione e la presenza di una soluzione omnicomprensiva come l'unico dio creatore oltre il quale tutte le domande non hanno più soluzione.
quindi si secondo me scienza e religione sono in netto contrasto e l'una blocca l'altra, ovviamente scienza e spiritualità sono ben altra cosa e possono convivere perfettamente.