entoK ha scritto:
Sempre in collina, allo stesso tempo per quanto passino completamente inosservate le operaie, sono molto frequenti i nidi di un qualche Chtonolasius ho un minuscolo giardino in cui ho contato almeno quattro nidi distinti e uno di questi ha presenza "storica" quasi quanto la megacolonia di L. emarginatus di cui ho parlato di là.
Quindi io mi baso sul fatto che se il parassita ha successo, sfrutta l'onda del successo della specie che appare come quella più comune e competitiva (e almeno di questo sono certo) in quell'ambiente.
Certo non bastano tali supposizioni per poterlo affermare con sicurezza, ma dopo le loro osservazioni, per me il quadro sul parassitismo di L. emarginatus è alquanto verosimile.
Sono argomentazioni troppo astratte.
Nel mondo naturale le relazioni tra parassiti e ospiti (in questo caso specie ausiliarie) sono il frutto di adattamenti ed evoluzioni del tutto particolari.
Una specie parassita tende a specializzarsi su una determinata specie bersaglio...e tali specializzazioni rappresentano anche il motivo del successo del parassitismo stesso.
Anche nelle formiche si osserva questa cosa.
Al di la di teorie secondo le quali
Lasius umbratus potrebbe praticamente parassitare qualsiasi specie di
Lasius, resta la componente più importante...cioè l'osservazione diretta.
Lasius umbratus, posta con operaie di
Lasius emarginatus, viene rapidamente uccisa così come accade per
Lasius fuliginosus posta direttamente con operaie di
Lasius niger. E questo per il semplice fatto che hanno nel tempo evoluto adattamenti specifici per quella determinata specie bersaglio.
In passato molti mirmecologi hanno osservato le colonie di
Lasius umbratus o
Lasius fuliginosus e per entrambe non risultano casi di osservazioni di formicai misti diversi dall'associazione
Lasius fuliginosus/Lasius umbratus e
Lasius umbratus/Lasius niger. §§Questo è un dato di fatto e indica un processo ben preciso e stabilito.
In cattività le cose si possono modificare in modo artificiale (come sto facendo con queste regine)...ma resta una cosa artificiosa e non naturale, utile unicamente come metodo facilitato di fondazione.
Come spesso mi ha detto il Prof. Grasso, attenzione a non confondere processi ed eventi causati da un contesto antropico e artificiale (come la cattività) da quelli che avvengono in natura. Molte delle cose che osserviamo in cattività, molto probabilmente in natura non accadono o accadono in maniera diversa...poichè contesto, ambiente e fattori sono decisamente diversi.
E direi che tante volte ne abbiamo avuto esempi. Vediamo, giusto epr citarne uno dei più clamorosi e recenti, la comparsa di operaie ibrido operaia/maschio nella colonia di
Camponotus vagus di GianniBert.
Come dico sempre, per poter affermare una cosa c'è bisogno di prove precise e inconfutabili...come fotografie, in questo caso, di colonie selvatiche di
Lasius emarginatus parassitate da
Lasius umbratus.