Formicaio "ibrido" - variante 3

Formicaio "ibrido" - variante 3

Messaggioda Luca.B » 02/09/2011, 21:33

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Dopo circa un anno di sperimentazione di nidi artificiali, dei vari materiali da usare per costruirli, dei pro e contro di ogni materiale e delle diverse condizioni ambientali che si riscontrano in cattività rispetto alla vita in natura, ho voluto realizzare un nido innovativo che rappresentasse un connubio tra estetica (l’occhio vuole la sua parte), funzionalità e naturalità.

La cosa non è stata facile, poiché gli aspetti da tenere in considerazione sono molteplici, come la temperatura maggiore in un nido artificiale rispetto al suolo, la diversa tipologia di fornitura di acqua, la maggiore scavabilità di certi materiali, ecc…

Questo nido che vi propongo è sicuramente molto più elaborato e difficile nella sua realizzazione…ma è anche quello che, sui dati teorici, risulta essere il più adatto per l’allevamento di quasi tutte le specie di formiche (eccetto quelle prettamente arboricole).

Prima di descrivere le fasi di realizzazione del formicaio ibrido, bisogna fare un’introduzione generale.

Partiamo dal principio e, cioè, dall’analisi dei maggiori pro e contro di ogni materiale solitamente impiegato per la realizzazione di formicai artificiali.
I materiali più in voga sono: gesso, cemento e gasbeton.

Gesso:

Pro: ottima umidificazione e facilità di lavorazione che permette di giocare su forme e contenitori così da avere un nido “su misura”.

Contro: facilmente scavabile (soprattutto se bagnato) e facilmente attaccabile da patogeni (muffe, funghi e batteri).

Cemento:

Pro: maggiore resistenza allo scavo e all’attacco di patogeni e possibilità di modellarlo al contenitore che si vuole usare.

Contro: maggiore peso, pessima umidificazione, produzione di polvere bianca in seguito a migrazione di sali dall’interno all’esterno (quando si bagna il materiale) e formazione di crepare se umidificato eccessivamente.

Gesso + cemento:

Pro: maggiore resistenza allo scavo rispetto al solo uso di gesso, capacità di umidificazione maggiore rispetto al solo uso di cemento e maggiore resistenza a patogeni rispetto al solo gesso.

Contro: formazione di patina bianca in conseguenza della migrazione di sali, maggiore peso rispetto al solo gesso e rischio di crepatura quando si bagna il composto.

Gasbeton:

Pro: ottima umidificazione, facilità di scavo dei cunicoli, buona resistenza all’attacco di patogeni e leggerezza.

Contro: facilità di scavo, estetica artificiale tanto nei colori quanto nella forma (vengono venduti mattoni quasi bianchi che difficilmente si riesce a tagliare in modo preciso così da farli incastrare bene in contenitori chiusi e il colore chiaro fa vedere male uova e larve).

Le differenze tra natura e cattività sono enormi. Anzitutto pensiamo agli equilibri che si creano nella terra tra proliferazione di funghi, batteri, muffe e acidità della terra, organismi pascolatori ecc. Questo equilibrio è difficilmente riproducibile in cattività, se non con l’impiego di organismi pascolatori facilmente allevabili (come copepodi) e l’utilizzo di sostanze acide nella realizzazione e umidificazione dei formicai (ma l’effetto sulle formiche è ancora da accertare).

Inoltre temperatura ed umidità sono molto differenti.

In natura, quando fa molto caldo e la terra diventa secca, le formiche si spostano in profondità scavando tunnel in perpendicolare così da trovare terra umida e temperature più basse. In cattività questo solitamente non accade e la temperatura resta solitamente uguale a quella esterna in tutto il nido. Tali temperature portano ad una maggiore secchezza del nido artificiale che, spesso, sfocia in morie generali in conseguenza di una forte disidratazione delle formiche stesse.

Detto questo partiamo con la descrizione del nido “ibrido”. Lo definisco ibrido poiché è il frutto dell’unione dei 3 materiali principali (gesso, cemento e gasbeton)…cercando di sfruttare al meglio i pro di ognuno e isolare e limitare il più possibile i vari contro.

Il principio che ho seguito è stato quello di sfruttare la plasticità e la robustezza del composto gesso/cemento per creare un blocco formicaio e sfruttanre la capacità di umidificazione del gasbeton.

Come prima cosa ho realizzato il contenitore nel quale fare successivamente la colata del composto gesso/cemento. Ho quindi costruito una scatola in legno con le pareti apribili…così da non avere problemi nell’estrazione del blocco di gesso/cemento.
Nel valutare la dimensione ho tenuto la cassa di legno più grande di 0,5 cm rispetto al vetro di copertura del formicaio, così che quest’ultimo si incastrasse in una scalanatura creatasi in fase di gettata.

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Per non rischiare di rovinare il vetro del formicaio, ho tagliato un pezzo di plexiglas delle precise dimensioni del vetro del formicaio. Come vetro, per maggiore facilità di reperimento ed economicità, ho usato un vetro “cornice a vista” di 25x35 cm venduto in qualunque supermercato (ci sono di molte misure). E’ un vetro sottile, quindi bisogna stare attenti.

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A questo punto ho preparato la pasta al sale con cui ho realizzato camere e cumicoli di collegamento sopra alla lastra di plaxiglas. La ricetta che io uso è:

- Sale: 1 parte;
- Farina: 1 parte;
- Acqua: ½ parte;

In caso il composto venga troppo umido, si può aggiungere un po’ di farina. Successivamente ho posto il plexiglass all’’interno della cassa e chiuso i lati.

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A questo punto ho realizzato dei parallelepipedi di gasbeton.
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Successivamente ho verniciato tutti i lati eccetto uno dei lati lunghi. Questo serve a creare un’ impermeabilizzazione del gasbeton così da non cedere acqua al blocco di gesso/cemento.

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Quindi ho creato un buco in uno dei lati più piccoli.

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Per assecondare l’istinto naturale delle formiche di cercare l’umido in profondità, ho posto i parallelepipedi come base nell’ultima (o nelle ultime) stanze del formicaio. In questa maniera, per evaporazione, si creeranno anche gradienti di umidificazione diversa dell’aria lungo le stanze superiori. Nei fori realizzati ho inserito dei tubi di gomma da aeratore (li si trova nei negozi di acquari) ed ho fatto uscire il tubo principale da un foro realizzato nella cassa di legno.

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A questo punto ho preparato il composto cemento/gesso (solitamente faccio 1 parte di gesso e 1 parte di cemento), colorando l’acqua della gettata con ossidi colorati (si trovano nei colorifici).

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Una volta solidificato il blocco, i tubi di collegamento dei parallelepipedi di gasbeton restano all’interno del blocco (quindi invisibili), mentre i parallelepipedi stessi risultano completamente inseriti nel blocco e vanno a costituire la pavimentazione delle ultime stanze del formicaio. Per rendere questa pavimentazione più naturale, con un coltellino la si lavora…così da fargli perdere l’aspetto dritto e preciso che ha naturalmente la lastra di gasbeton.

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Una volta ottenuta la placca formicaio e aver tolto la pasta al sale, ho verniciato le parti del formicaio non a contatto con le formiche. Questo per un fattore estetico e di maggiore protezione della placca dall’umidità ambientale. Come piede del formicaio ho usato un’ascia di legno scuro su cui ho fissato il formicaio mediante delle viti. Ho quindi posto l’arena sopra il formicaio attaccando anche questa con delle viti. L’arena è costituita semplicemente da una scatola di plastica trasparente.

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Il tubo di umidificazione è stato fissato ad un serbatoio esterno collocato sul lato del formicaio (o dietro).

(in questo caso ho usato un tubo di maggiori dimensioni)
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Per creare un effetto il più naturale possibile, ho rivestito la parte interna delle stanze con un sottilissimo strato di argilla (pura argilla modenese…praticamente la terra, da noi, è così) lasciata successivamente solidificare al sole (diventa dura come roccia). Successivamente ho inserito dei frammenti di muschio essiccato che tende a creare un effetto naturale molto bello e, anche se bagnato, non forma facilmente muffe.

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Il vetro si incastra perfettamente nella placca. Per maggiore sicurezza ed evitare antiestetiche cerniere di metallo, ho fissato il vetro con pezzetti di un potente nastro adesivo successivamente verniciato del colore della placca…così da renderlo quasi invisibile.

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Il principio di questo formicaio è quello di un blocco di gesso/cemento (facilmente lavorabile come uno vuole) protetto dall’umidificazione. Quest’ultima, infatti, sfrutta la capacità del gasbeton di umidificarsi. Le formiche avranno le stanze inferiori con un pavimento molto bagnato (e dal quale potranno bere e su cui potranno appoggiare uova e larve che richiedono maggiore umidità) e stanze superiori più secche in cui stazioneranno la maggior parte delle operaie, terranno il cibo e le pupe (che vogliono meno umidità). Il blocco, non bagnandosi direttamente, si conserva integro e più duro allo scavo. Se anche qualche specie riuscisse a bucare il gasbeton, comunque resterebbe all’interno del formicaio stesso…e la quantità di materiale scavabile è minima (semplicemente qualche cm dei parallelepipedi).

Gli elementi di cui dovrò valutare l’impatto ( e di cui successivamente darò informazione nel caso diano problemi) con la sperimentazione di questa nuova variante di nido, sono:


-Impatto del rivestimento di argilla (anche se molto dura, potrebbe essere usata dalle formiche per coprire la visibilità del vetro…si può, in alternativa, usare semplicemente della terra strofinata per colorare più naturalmente il gesso)
-Impatto di eventuali scavi nel parallelepipedo di gasbeton (rischio allagamento);
-Impatto del muschio secco;


Per questo formicaio ho scelto di fare stanze grosse perché dovrà contenere la colonia di Polyergus rufescens-schiave di Formica cunicularia e, visto che i soldati Polyergus rufescens amano radunarsi, ho pensato di tenere stanze più capienti.
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Re: Formicaio "ibrido" - variante 3

Messaggioda feyd » 02/09/2011, 21:52

complimenti bellissima idea e realizzazione.
bevo dire che a me non piace l'arena in alto ma per il resto ottimo complimenti.

userò sicuramente l'idea dei blocchi di gasbeton all'interno del gesso\cemento ma sto cercando di progettare un nido facile da fare, stile biorama, direttamente in una fauna box cosi da non avere tubi o contenitori volanti e la base di gasbeton risolve molto problemi.


grazie
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Re: Formicaio "ibrido" - variante 3

Messaggioda Luca.B » 02/09/2011, 21:59

L'arena sopra serve a risparmiare quanto più spazio possibile. Nella futura aula didattica, ci saranno decine di nidi...e se devo lasciare spazio alle arene per ogni nido, altro che una stanza mi ci vuole. :yellow:

Inoltre è meno naturale un tubo di plastica e, volendo simulare il fatto che i formicai sono scavati sotto la superficie della terra, ha esteticamente più senso l'arena sopra il formicaio. :smile:

Non dovresti avere problemi a creare una base in un contenitore chiuso... :unsure:

Al massimo, però, ti troverai le formiche nella cisterna sotto. Puoi ovviare alla cosa mettendo sotto il blocco una lastra di plexiglass. :winky:
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Re: Formicaio "ibrido" - variante 3

Messaggioda Rhebir94 » 02/09/2011, 22:01

Anch'io ti faccio i complimenti: è un formicaio davvero molto "potente" dal punto di vista funzionale. Quel tubo verde è anche bello da vedere (è una specie di raffigurazione della potenza del formicaio). Complimenti :clap: .
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Re: Formicaio "ibrido" - variante 3

Messaggioda feyd » 02/09/2011, 22:05

il nido dovrebbe contenere delle lasius emrginatus quindi non dovrebbero scavare troppo volentieri e in ogni caso sopra al blocco un pochino di gesso\cemento lo metto meno di mezzo cm ma credo aiuti.

vorrei cercare di fare un sistema per fare i nidi in serie o quasi tanto sono tutti per le L.Emarginatus.


cmq secondo me fare il nido direttamente nell'arena fa risparmiare molto spazio e ne guadagna molto l'estetica oltretutto usando i faunabox al posto delle normali scatole di plastica è anche meglio.
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Re: Formicaio "ibrido" - variante 3

Messaggioda Luca.B » 02/09/2011, 22:11

Anche io sono un amante del nido all'interno del contenitore. :smile:

Ma i problemi sono:

1) la plastica si rovina (dovresti usare acquari...e quelli costano);
2) Non riesci a fare cuniculi e tunnel con pasta al sale poichè questa non sta su in verticale (quindi più fatica a scavare i tunnel a mano e risultato meno naturale);
3)Spesso il gesso/cemento si ritira di qualche mm...lasciando il passaggio alle formiche (si risolve usando contenitori con pareti un pò curve...praticamente la forma di piramide maya ribaltata)

Inoltre questi nidi così sono più sottili e meno ingombranti. :smile:

attento, perchè se il gesso/cemento si bagna si riempie di una patina bianca. Quindi isolalo bene dal gasbeton. :winky:
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Re: Formicaio "ibrido" - variante 3

Messaggioda feyd » 02/09/2011, 22:16

dove si forma questa patina? anche se uso il cemento bianco?
più che pasta di sale stavo pensando a fare uno stampo riutilizzabile con un anima dura rivestito con colla a caldo e inserendo dentro delle calamite in modo da tenerlo in posizione con calamite messe all'esterno cosi da semplificare la rimozione, in più con la colla caldo essendo plastica il gesso non dovrebbe attaccare per nulla e essendo morbida o quasi dovrebbe essere di facile rimozione.


ovviamente devo ancora provare il sistema ma lo farò solo a fine esami.
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Re: Formicaio "ibrido" - variante 3

Messaggioda Luca.B » 02/09/2011, 22:49

feyd ha scritto:dove si forma questa patina? anche se uso il cemento bianco?
più che pasta di sale stavo pensando a fare uno stampo riutilizzabile con un anima dura rivestito con colla a caldo e inserendo dentro delle calamite in modo da tenerlo in posizione con calamite messe all'esterno cosi da semplificare la rimozione, in più con la colla caldo essendo plastica il gesso non dovrebbe attaccare per nulla e essendo morbida o quasi dovrebbe essere di facile rimozione.


ovviamente devo ancora provare il sistema ma lo farò solo a fine esami.


Si...si forma anche con il cemento bianco (io uso solo quello). Si forma in tutti i punti in cui è a contatto maggiore con l'aria. Mi diceva un costruttore che l'unico modo per evitarlo è la verniciatura con siliconi e vernici così da evitare che si bagni.

La colla a caldo si attacca comunque (già provato). Ho tentato anche io di fare un'anima dura da riutilizzare..ma ho desistito perchè niente era abbastanza robusta da non rompersi (i cunicoli si spezzano facilmente) e da non attaccarsi alla colata (o esserne inglobata). :sad1:

Ho provato dal das rivestito alla colla a caldo, al polistirolo alla stagnola. Ma nulla...la cosa più rapida è la pasta al sale.

Il problema è che in fase di gettata comunque hai la caduta della struttura, se posta in verticale. Questo perchè, affinchè tu abbia una placca dura, la colata deve avere la densità di un omogeneizzato...e, tale consistenza, sposta camere e tunnel poste in verticale.

Ci ho provato diverse volte...e, alla fine, ho lasciato perdere. Anche con il sistema di calamite che dicevi, queste comunque si spostano.

In caso di contenitori chiusi, vedo sempre come unico modo lo scavare secondariamente le camere.

Anche per questo mi sto buttando su questi tipi di nido...ormai, tolti i tempi di asciugatura, in qualche ora realizzo un nido intero. E senza alcuna fatica... :smile:
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Re: Formicaio "ibrido" - variante 3

Messaggioda feyd » 02/09/2011, 23:05

ah ma allora il biorama come lo fanno? un modo semplice lo devono aver trovato.


l'alternativa allora è usare il nido come il tuo ma fatto all'interno dell'arena con la facciata di vetro rivolta verso l'interno come una sorta di sfondo.

boh proverò e ci riuscirò a trovare un sistema decente.




la colla a caldo si attacca in modo tale da non riuscire a staccarla? ed il silicone? attacca anche quello?
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Re: Formicaio "ibrido" - variante 3

Messaggioda Luca.B » 02/09/2011, 23:11

feyd ha scritto:ah ma allora il biorama come lo fanno? un modo semplice lo devono aver trovato.


Viene colato il materiale (una sorta di plastica) in una specie di scatola (solitamente in metallo) delle dimensioni del contenitore e con cunicoli e tunnel fatti mediante rientranze del metallo. La scatola è poi completamente apribile.

Ad ogni modo sono macchinari di stampa fatti a posta...artigianalmente si fa fatica ad imitarli.

Infine il materiale è diverso. Quello usato nel biorama, fuso, è liquido completamente...il gesso e cemento no...deve avere una consistenza maggiore (altrimenti non solidifica più e resta liquido).
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Re: Formicaio "ibrido" - variante 3

Messaggioda feyd » 02/09/2011, 23:22

mmmmhhhhhh :unsure: :unsure: :unsure:


molte idee assalgono la mia mente ma poi il neurone solitario riporta l'ordine e riporta i dissidenti a pensare agli esami :lol: :lol: :lol:


ok dopo gli esami cioè fine mese tirerò fuori dal cilindro un nido con i contro C..........unicoli :roll:



o almeno ci provo ovviamente
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Re: Formicaio "ibrido" - variante 3

Messaggioda Priscus » 02/09/2011, 23:40

Hai fatto un lavorone, veramente bello e funzionale. Se ti serve un mezzo di contrasto per le muffe, sempre in stile naturalistico ovviamente, ti porto una provetta dei miei Collemboli, tra quel muschietto starebbero proprio bene ;)
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Re: Formicaio "ibrido" - variante 3

Messaggioda Luca.B » 03/09/2011, 0:20

Di quelli ce ne sono in Oasi... :yellow:

Ma ancora devo sperimentarli... :unsure: :redface:
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Re: Formicaio "ibrido" - variante 3

Messaggioda Priscus » 03/09/2011, 0:27

Luca.B ha scritto:Di quelli ce ne sono in Oasi... :yellow:

Ma ancora devo sperimentarli... :unsure: :redface:


Provali, ma se nel formicaio non c'è muffa muiono subito, ne mangiano una quantità spaventosa. Io li allevo a parte e li inserisco quando serve, la colonia madre consuma più cibo per pesci delle camole della farina :lolz:
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Re: Formicaio "ibrido" - variante 3

Messaggioda millepiedi97 » 03/09/2011, 21:05

bello, anche se un po' complicato :lol: !
la parola è un dono, non un obbligo!
tu prova a scappar, raccomandati ai santi, ma dovremo al fine morir tutti quanti!

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