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Scheda: Temnothorax spp.

Classificazione
Sottofamiglia: Myrmicinae; Tribù: Crematogastrini; Genere: Temnothorax

Temnothorax nylanderi photo by entoK

Habitat e diffusione
Varie specie molto comuni e ampiamente diffuse sul territorio dalla pianura fino a quote alte: si possono rinvenire in una grande varietà di ambienti mesofili con relativo sviluppo vegetativo (macchia, bosco rado), molte specie sono prettamente arboricole e prediligono piante decidue. Su tutto il territorio italiano si annoverano più di una quarantina di specie tutte a prima vista simili e che si possono distinguere solo mediante osservazione al microscopio.

Dimensioni
Regina 3,3 - 4,7 mm; Operaie: 2,3 - 3,5 mm; Maschi: 2,5 - 3,2 mm

Aspetto
Colore tipicamente ambrato o bruno/rossastro, con addome spesso più chiaro vicino al peziolo e oltre molto più bruno, spesso creando una vera e propria banda; emblematico il caso di T. unifasciatus, ma molte altre specie hanno una banda scura simile. In alcune specie la colorazione può essere marcatamente più scura o perfino completamente nera come per T. rottenbergii.

Temnothorax rottenbergii photo by feyd

Indole
Tendenzialmente pacifiche e timide, subordinate a specie più aggressive e dominanti. Se avviene l'incontro con una formica di altra specie tendono subito ad evitarla; l'aggressività può essere maggiore nel caso di dinamiche particolari quali parassitismo sociale.
Le colonie anche quando mature non contano un numero di individui elevato, ma in media un centinaio di elementi e solo molto raramente qualche centinaia. La strategia di distribuzione in un sito tende a privilegiare la creazione di molte piccole colonie che si riproducono precocemente, fra loro distinte ma generalmente imparentate, per cui in un ambiente in cui sono presenti è molto comune trovare svariate colonie che condividono lo stesso territorio tollerandosi.

Sciamatura
A seconda della specie da metà Giugno fino a Settembre. Per quanto comuni e diffusissime ovunque, le dimensioni ridotte fanno passare le regine parecchio inosservate e ne rendono un po' difficile il rinvenimento. Spesso è più facile rivenire colonie intere raccogliendo gusci o galle, tuttavia si sconsiglia questa pratica sia per il fatto che è facile raccogliere colonie a fine vita sia perché spesso si trovano solo nidi satellite senza la regina.

Fondazione
Claustrale, tipicamente monoginica; in alcune specie può instaurarsi la poliginia facoltativa, facilitata anche dal fatto che una colonia matura pur senza crescere troppo numericamente può disperdersi in vari nidi satellite.

Temnothorax unifasciatus photo by entoK

Nidificazione
Accomuna tutte le specie la nidificazione in un'ampia varietà di luoghi stretti e aventi dimensioni limitate, cosa facilitata dal fatto che le colonie non hanno mai un numero di operaie grande. Generalmente si tratta di anfratti sotto pietre, intercapedini sotto corteccia o muschio, cavità all'interno di steli o canne, oppure create dentro gusci duri di semi (ghiande, nocciole, noci) caduti al suolo, oppure ancora galle e cecidi attaccati ai rami più alti di un albero.
Alimentazione
Generalmente schive e poco aggressive in natura non sono tendenzialmente predatori attivi, quanto piuttosto opportunisti, si nutrono perciò principalmente di piccoli artropodi morti, nettare e di rado melata.
In allevamento si può basare la dieta su un ampia varietà di insetti dato che non disdegnano carcasse morte e sono piuttosto adattabili. Per quanto riguarda le soluzioni zuccherine è molto importante fornirle su di un supporto assorbente, poiché date le esigue dimensioni delle operaie si possono invischiare molto facilmente e anche poche morti hanno un peso non trascurabile in colonie che restano sempre numericamente abbastanza ridotte.
Temperatura
Data la grandissima varietà di specie e ambienti è possibile alcune abbiano adattamenti particolari ad habitat più mediterraneo o al contrario più montano, in generale sono specie adattate al clima temperato per cui l'attività generalmente è massima con temperature di 22-28 °C, tuttavia, considerata la natura opportunistica di queste formiche, si può notare che possono iniziare a foraggiare anche con largo anticipo sulla primavera (spesso attive già a febbraio) o continuare fino ad autunno inoltrato cioè in condizioni di temperatura minore del consueto.

Fasi di sviluppo
Schiusa: circa 14-16 giorni.
Crescita: a partire da 16 giorni, lo sviluppo larvale risulta non di rado molto prolungato.
Metamorfosi: 12-20 giorni (tipicamente 14-16 giorni), variabile come norma in base alla temperatura.
Adulto: circa 220-230 giorni di vita per l'operaia, presumibilmente un numero non elevato di anni la regina.

Ibernazione
Durante la stagione fredda conviene sistemare il terrario in un luogo non troppo secco per consentire alla colonia di passare la brutta stagione ammassata in stasi, senza necessità di alimentarle o bagnare il nido. Far trascorrere la diapausa invernale è consigliabile ma non strettamente necessario. Queste specie in realtà sono adattate a sopravvivere anche rallentando molto lo sviluppo della covata in risposta a scarsità di risorse o ambiente ostile e non necessariamente a causa di un periodo freddo.

Umidità
L'ambiente di nidificazione privilegiato tende al secco, per cui il nido può anche essere completamente asciutto, ma, considerato che colonizzano ambienti mesofili e non xerofili, una fonte d'acqua è indispensabile in arena, la mancanza di questa per più di una decina di giorni può causare perdite fra le operaie.

Formicaio artificiale
La colonia deve svilupparsi in provetta per almeno un anno, ma volendo data la crescita esigua nei numeri della colonia si può anche considerare di allevarla lì per sempre. Si tenga comunque presente che queste formiche apprezzano moltissimo spazi angusti e ristretti, per cui si trasferiranno facilmente in cannucce, intercapedini strette o qualsiasi altro genere di spazio angusto se si dà loro questa possibilità.
Dato che molte specie sono arboricole può essere una buona idea costruire un nido usando un numero limitato di gusci o galle attaccate ad una parete trasparente dell'arena: meglio usare gusci poco profondi anche per migliorare la visibilità dato che spesso mettono la covata anche sulla parete da cui si osserva. Se la colonia ha un buon numero di individui, nel giro di un annetto o due la parete, inoltre, si coprirà di piccole deiezioni ed è consigliabile perciò ogni tanto rinnovare il nido per pulirlo.
Per il nido artificiale si può anche suggerire di farne uno più semplice in sughero e di modeste dimensioni (al massimo dieci centimetri o poco più per lato) e da riporre direttamente in arena sostenuto orizzontalmente da quattro stuzzicadenti: in genere bastano poche camere, si può persino utilizzare un tappo o un tronchetto sezionato e opportunamente coperto da vetro o plastica. In tal modo si semplificano le operazioni di manutenzione e pulizia in arena, dato che basta sollevare il nido per ripulire o inserire una riserva d'acqua sotto di esso.
Considerato che le colonie possono raggiungere al massimo qualche centinaio di individui e non crescono ulteriormente neanche quando mature, può essere un'alternativa preferibile all'antifuga da spalmare, l'uso di una retina metallica (un'apertura di massimo un terzo di millimetro impedisce fughe ed è importante evitare altri materiali che potrebbero forare) per chiudere l'imboccatura dell'arena: si azzera il pericoloso rischio di perdere operaie per invischiamento (considerato che le colonie non ne producono tantissime a regime) e non si hanno nemmeno grossi problemi durante le operazioni di manutenzione dato che il numero di foraggiatrici non è mai elevatissimo e che sono formiche relativamente lente a muoversi.
Infine, si presti particolare attenzione ad eventuali punti deboli nel contenitore dell'arena perché queste formiche, per quanto tranquille, se trovano un materiale morbido possono facilmente roderlo e aprirsi in breve una via col risultato che, grazie al trasporto sociale, in brevissimo tempo la colonia si sarà trasferita completamente nel più vicino anfratto sicuro.Temnothorax sp. photo by Sara75Temnothorax albipennis photo by sabby fattyboy

Difficoltà
Facili, adatte per il neofita anche per la curiosità dei particolari comportamenti sociali. Inizialmente un po' lente in fondazione recuperano appena superano la prima decina operaie senza mai accelerare troppo la crescita numericamente. Le colonie tendono a raggiungere la maturità abbastanza precocemente e se le risorse lo consentono possono produrre alati già al terzo anno. La gestione sul lungo termine è quindi notevolmente semplificata proprio perché le colonie mature non crescono esageratamente dal punto di vista numerico. Le difficoltà principali sono di prevenire le possibilità di fuga e l'invischiamento delle operaie.

Curiosità
A differenza di altre specie comuni che si possono allevare in provetta si può osservare che queste non si agitino eccessivamente nel malaugurato caso in cui la provetta rotoli o ci siano semplicemente delle forti vibrazioni. Questo accade perché probabilmente essendo specie generalmente arboricole e che tendono a nidificare sui rami degli alberi, si sono adattate alla possibilità che il nido sia scosso: a ulteriore riprova si noti che le larve sono dotate di lunghi peli che consentono alle operaie di fissarle agevolmente sulle superfici ruvide senza che rischino di staccarsi o rotolare.
Le appartenenti al genere Temnothorax sono alcune tra le formiche più studiate. Si trovano ampiamente descritte in pubblicazioni scientifiche le loro interessanti e complesse interazioni sociali, quali: il reclutamento in tandem, il trasporto sociale e le dinamiche coi loro parassiti sociali. Il trasporto sociale è facilmente osservabile in allevamento, ogni qualvolta si renda necessario trasferirle in una nuova sistemazione.
Diversamente da altre formiche più lente a reagire per trovare una nuova dimora, queste riescono a sfruttare un meccanismo di trasferimento molto rapido che consiste nel fatto che le operaie più anziane ed esperte che hanno trovato la nuova sistemazione, tornino al vecchio nido per prendere e fisicamente trasportare nella nuova sistemazione le più giovani o insicure.
Questo comportamento implica la collaborazione di entrambi gli elementi della coppia: l'operaia trasportante comunica l'intenzione a quella da trasportare che si mette nella posizione per essere raccolta e trasportata correttamente dall'altra che la carica in genere prendendola dalle mandibole e lasciando che la trasportata assuma una posizione raccolta sopra la sua testa (alcune foto e video sul forum).
Nel caso la regina muoia o in nidi satellite molto separati dalla regina può capitare che le operaie depongano uova e allevino quindi una progenie di maschi (osservazioni documentate in un diario sul forum).