[Diario] Temnothorax cf. affinis

[Diario] Temnothorax cf. affinis

Messaggioda entoK » 22/12/2012, 22:31

Metto come nota iniziale che ho deciso di separare dal precedente, questo diario della seconda colonia di Temnothorax sp. che sto tenendo, per due ragioni.
In primo luogo perché le stranezze della prima che avevo trovato, meritano un osservazione e discussione più precisa (pare che stiano producendo uova e crescendo larve da qualche mese pur senza regina). In secondo luogo perché dopo mesi di tentativi e osservazioni al microscopio, sono anche riuscito ad avere un'immagine degli esemplari, che renda un po' più affermativa l'identificazione per entrambe e come avevo notato sono specie diverse.
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L'ipotesi identificativa è stata fatta confrontando le immagini trovate in rete e soprattutto in particolare riferendosi alla lista delle specie italiane; si tenga presente che però non sono riuscito a reperire immagini per 7 delle 34 specie segnalate. Mi sono basato principalmente sul particolare peziolo molto squadrato nel primo segmento e sulla lunghezza e forma delle spine propodeali. Nel primo caso la caratteristica fortunatamente è rara nei campioni che ho potuto vedere, inoltre ho avuto la conferma dal sito con la ricerca dicotomica, che fra quelle francesi per T. exilis è una chiave di riconoscimento. Tuttavia questa specie non presenta il secondo carattere: le spine in T. exilis sono molto più corte. Perciò, mi sono orientato su T. affinis che era una di quelle col nodo ancor più chiaramente angolato (specie assente sul sito francese) ed è nella lista delle nostrane. Considerate queste premesse e che il mio non è certo un parere da esperto (anzi nel caso qualcuno autorevole intervenisse a correggere, ne sarei ben felice), mi limito a identificare come Temnothorax cf. affinis le appartenenti a questa colonia.
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Re: [Diario] Temnothorax cf. affinis

Messaggioda entoK » 22/12/2012, 22:39

Ritrovamento

Ho accennato al fatto che, pianificando di aprire il vecchio nido della precedente colonia per controllare la situazione, avevo raccolto, nel pomeriggio del giorno prima, alcune galle da svuotare e preparare come sistemazione successiva. Ovviamente quando le avevo raccolte mi era assicurato non ci fosse alcuna traccia di attività all'ingresso, tuttavia alla sera le avevo comunque chiuse per sicurezza e mera curiosità: nel caso ospitassero qualche regina in fondazione o altri animali (spesso ci si rifugiano ragni, come i salticidi).

Ebbene la mattina del giorno dopo la situazione era la medesima, tolto il nastro dall'apertura creata dal cinipede non notai nessuna attività, perciò mi accinsi con un taglierino a seguire la circonferenza della galla più piccola per aprirla in due. Separandole mi aspettavo di trovare la solita cella centrale col bozzolo vuoto e qualche intercapedine creata dal cinipede. Effettivamente era così, ma non immaginate la sorpresa, quando scorsi con la prima occhiata in quelle crepe un brulicare di larve e operaie arancioni: eccoci ci risiamo!

Richiuso delicatamente il tutto e posto nell'arena del vecchio nido (che ho subito tolto chiudendolo, anche se non rischiavo che da lì uscisse niente), allora sì che cominciarono a uscire dal foro e dalla crepa del perimetro. Tra l'altro queste a differenza delle precedenti inquiline dell'arena, sembravano parecchio affamate, perché ne uscirono il doppio del solito e si gettarono subito sui batuffoli zuccherini che giacevano secchi e ignorati da tempo dalle altre. Nessuna aveva il gastro dilatato e infatti gradirono appena inumidii i sopra citati batuffoli.

La prima decisione che presi, visto che ormai il loro nido l'avevo aperto in due, fu di cercare di far traslocare quelle nella metà più piccola nell'altra. Così dando qualche pinghella sul retro, feci cadere la maggior parte in prossimità dell'altra metà e puntando una forte lampada sopra speravo di far uscire anche il resto. Mentre la riunificazione andava per le lunghe preparai una provetta, dato che era caduta fuori proprio la regina ce la misi dentro. Tappai l'enorme (per loro) ingresso con del cotone e una cannuccia sottile e avvolsi tutt'intorno della carta nera ben stretta e scocciata per evitare s'infilassero sotto (che già lo stavano facendo all'inizio).
Messa l'arena al sole, quello che fino a pochi minuti prima era un caos in cui ogni operaia andava dove le pareva, si trasformò in pochi secondi in un febbrile ordine. Le operaie anche nella seconda metà, appena cominciarono a sentire il calore del sole si misero a correre avanti e indietro fra provetta e nido, portando larve e compagne recalcitranti. In meno di venti minuti tutta la colonia si era rinchiusa nella provetta al sicuro dalla luce e a quel punto è stato relativamente semplice ripulire e ripreparare l'arena e metterci dentro la provetta dopo averla scartata.
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Alla luce mi sono trovato davanti una colonia che a prima vista pare avere quasi il triplo delle operaie di quella che avevo e un numero rapportato di larve e pupe (quasi ce n'è una per operaia), oltre al fatto che essendoci la regina ci sono pure parecchie uova. Questo nonostante la nuova galla, avesse la metà del volume di quella che avevo e dentro sembra si fossero adattati agli spazi stretti lasciati dal cinipede, senza scavarne di nuovi.
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Re: [Diario] Temnothorax cf. affinis

Messaggioda entoK » 22/12/2012, 22:41

Diario di osservazione

18/09/2012
Per il momento ho lasciato la provetta nella solita arena dove 4-5 operaie sono sempre attaccate ai batuffoli zuccherini. Sto ipotizzando di tentare come ultimo tentativo per non perdere l'altra colonia di farla unire a questa (anche quella nel frattempo è stata trasferita in provetta), anche se prima voglio controllare una delle operaie nuove che nel parapiglia è morta sull'antifuga per verificare se siano della stessa specie. Ad una prima osservazione al microscopio noto che le spine propodeali paiono più lunghe delle mie precedenti (che le hanno molto corte: Temnothorax cf. parvulus), inoltre è ben evidente uno spiracolo propodeale scuro (è la prima volta che lo noto così facilmente in questo genere; mi è stato in seguito suggerito dal dott. Rigato sia probabilmente causato da un'infezione perché non è un carattere distintivo).

20/09/2012
Continuano ad apprezzare i batuffoli zuccherini, lasciata una zanzara in arena un operaia l'ha lentamente fatta a pezzi e infine portata dentro al nido. C'è un piccolo bruco che vaga sulle fonti di cibo e probabilmente è uscito da una delle uova di tignola sopravvissute.

28/09/2012
C'è sempre poca attività in arena: al massimo 2-3 operaie più interessate ai batuffoli o al miele piuttosto che alle larve che finiscono per rinsecchire in arena. Anche una drosofila fornita è stata ignorata per parecchi giorni, fino a che ci ha pensato il bruco descritto in precedenza che vaga ormai tranquillamente in arena. Questo è cresciuto di dieci volte (circa 1cm ora) e in effetti si sta rivelando utile visto che aiuta a ripulire l'arena dai resti di cibo non consumati, anche se al loro posto lascia parecchi escrementi. Non penso che possa mai rischiare di venire attaccato dalle operaie (speravo lo facessero quando era della loro taglia) anche visto che queste per la maggior parte del tempo stanno completamente ferme in provetta a tenere le larve attaccate al soffitto.

03/10/2012
Anche se l'attività è ridotta in arena quelle 4-5 operaie sempre presenti spazzolano diligentemente le fonti zuccherine o il miele e soprattutto fanno a pezzettini qualsiasi carcassa: un'efemera rinsecchita e una mosca le hanno costantemente consumate giorno dopo giorno fino a non lasciare nulla.

30/10/2012
Il consumo di prede è nettamente calato, anche se alla lunga quelle lasciate in arena venivano consumate, finora non sembravano troppo interessate. Il moscone poco sbocconcellato dalle D. quadripunctatus l'ho dato a loro, che lo stanno particolarmente apprezzando: è un paio di giorni che ci sono sempre sopra 3-4 operaie che cercano di aprirsi una via verso l'interno della carcassa.

11/11/2012
Ci hanno messo parecchio, ma ormai la grossa mosca consiste solo di una carcassa vuota, anche se ancora sembrano interessate alle zampe e altri resti più duri. Il consumo dei batuffoli zuccherini è sempre gradito e alla fine c'è sempre un numero costante di operaie attive in arena.

25/11/2012
Nei giorni precedenti ho sempre fornito varie prede che trovo abbondantemente morte in questo periodo: un paio di mosche e una falena. Hanno tutte suscitato interesse e sono state consumate nel tempo fino a lasciare solo le ali, per soddisfare le esigenze della numerosa nidiata.
Risulta impressionante il numero di larve, di cui la maggior parte è parecchio grossa ormai: costituiscono una massa a prima vista quasi maggiore di tutte le operaie messe insieme. Le uova sembrano assenti (forse c'è qualche larva piccola) e le pupe sono poche, ma è interessante che alcune di queste ultime hanno dimensioni doppie al normale, cioè saranno i future alate femmine. Continuo perciò a fornire proteine, oggi ho lasciato un'ape morta che è stata prontamente ispezionata da un paio di operaie, un altro paio sosta sempre dagli zuccheri.

03/12/2012
Oggi ho deciso di far sentire loro la stagione e quindi si trovano anch'esse all'esterno sul davanzale. Qualche giorno fa avevo aggiunto la solita carcassa di ragno sbocconcellata dalle altre colonie (che col freddo hanno smesso di nutrirsi) e aveva suscitato l'interesse di un trio di operaie. Tuttavia col freddo, si sono anche queste tutte rintanate nel nido, ammassandosi in maniera molto più raccolta del solito e molto più vicine al cotone umido.

21/12/2012
Noto che col sole tendono a continuare ad uscire in arena come facevano durante la bella stagione: tornano a sbocconcellare le prede e a rifornirsi di sostanze zuccherine, anche se solo per le poche ore in cui le temperature (intorno ai 15°C) lo permettono. Nella provetta continuano a restare molto ammassate: la regina non si scorge, la covata è ammassata in gran parte vicino al cotone, anche se quasi un terzo delle larve e pupe le hanno messe nell'angolo opposto sotto al cotone all'imboccatura, ovviamente il tubicino d'ingresso è riempito di operaie che lo presidiano.

03/02/2013
Nell'ultimo periodo sono piuttosto attive soprattutto quando c'è il sole, a causa del repentino rialzo di temperatura. Talvolta ne trovo poco meno di una decina in giro sul davanzale (non ho più rinnovato l'antifuga per non trovarle invischiate) e le ultime si attardano fino a pomeriggio tardo quando è già piuttosto freddo. Oggi ho deciso di trasferirle in una nuova provetta, perché ormai la vecchia aveva la riserva stretta e andava ripulita, ne ho approfittato anche per oscurarla perché in quella precedente spesso mettevano le larve all'ombra del cotone d'ingresso quando il sole era alto a sufficienza da illuminare il nido. Ho osservato l'estrema importanza del meccanismo del trasporto sociale. Alcune delle operaie più grosse (aventi funzioni di riserva) rimaste come ritardatarie e che ho fatto sloggiare di forza per togliere la vecchia provetta, non sono state esperte abbastanza da trasferirsi da sole nel nuovo nido, piuttosto si rifugiavano in un pezzo di sughero già scavato in precedenza in arena.

07/02/2013
Quello che ho rischiato accadesse è infine capitato! Nella nuova provetta preparata da nemmeno 4 giorni e perfino oscurata non ci sono rimaste a lungo. Nonostante la provetta precedente fosse stata per mesi sul davanzale alla luce (spostavano un po' le larve nella parte più in ombra quando c'era il sole) non c'erano mai state che poche operaie in giro sul davanzale al massimo nelle 2 ore più calde, per cui non mi ero troppo preoccupato dell'antifuga visto il periodo freddo.
Questo pomeriggio, invece, mi sono accorto che avevano abbandonato il nido vuoto, non so se la causa sia stato il fatto che si avevo da poco fatto il trasferimento e la provetta ancora non avesse un odore persistente. Oppure se il fatto che l'avessi oscurata nei giorni precedenti e oggi ci fosse rimasto un leggero spiraglio, dopo averla controllata, le abbia confuse a causa della luce. Fatto sta che non so dove si siano rintanate e dubito che le ritroverò facilmente.
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Re: [Diario] Temnothorax cf. affinis

Messaggioda winny88 » 23/12/2012, 11:47

Davvero un ottimo lavoro! Solo vacci cauto con gli insetti trovati già morti perchè non ne conosciamo appunto le cause di morte. Non si sa mai che siano parassitosi, veleni, insetticidi ecc. :-? Meglio se li trovi vivi e li uccidi tu. Ancora meglio usare insetti da allevamenti personali se se ne hanno proprio per avere più sicurezze.

PS: l'aggettivo è "propodeale", perchè queste strutture anatomiche si trovano sul propodeo.
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Allora, chi è lo RE?
Sua Maestà è tornata! Il Tennis è ancora vivo! ç_ç
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Re: [Diario] Temnothorax cf. affinis

Messaggioda entoK » 25/12/2012, 17:18

Grazie, hai ragione! :smart:
Pensa che non mi ero mai accorto di scriverlo in maniera errata e mi stavo abituando! :shocked: Correggo subito..

Per gli insetti morti la causa era l'arrivo della brutta stagione, perché sono quelli che si rintanano nei posti caldi dove poi terminano il ciclo vitale comunque (le falene grosse che ho citato, soprattutto le ho viste un paio di volte entrare morenti in un corridoio e poi morirvi qualche giorno dopo). In ogni caso per evitare parassiti con quelli morti (soprattutto i mosconi, che so molti sconsigliano) di solito lascio una quarantena minima di almeno 3 giorni prima di usarli, proprio per fare in modo che eventuali parassiti li abbandonino.
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Re: [Diario] Temnothorax cf. affinis

Messaggioda entoK » 11/02/2013, 23:20

Visto che questa setttimana è tornato il freddo e dubito che riuscirò a rintracciarle, probabilmente questo diario finisce qui. Per lo meno era una colonia abbastanza della zona (rinvenuta a non più di 30 km da qui), anche se dubito riusciranno a sopravvivere, se hanno trovato rifugio in qualche intercapedine sul muro del palazzo. :|

Tuttavia voglio chiudere le osservazioni con un articolo interessante riguardante il genere e su come supera il periodo invernale. Il bravo Alex Wild col pretesto di mostrare qualche bella foto fatta a una delle loro dimore tipiche (una nocciola; le mie stavano in una sistemazione molto simile: una galla per terra), racconta di una ricerca effettuata sul tasso di mortalità nei nidi di questo genere, che restano sul terreno invece che sotto. Lo studio (che purtroppo si trova su una rivista a cui non ho accesso e non vi posso quindi riassumere se non con le parole di Wild) afferma che durante la stagione fredda, in media solo il 48% delle operaie sopravvive nei nidi esposti sul terreno contro l'88% di quelli sepolti. Perciò per compensare l'alto costo di sopravvivenza, si suppone che restare a svernare in superficie possa dare altri vantaggi, quali la protezione del nido da altri usurpatori o che possano avere beneficio di uno sviluppo più lanciato appena inizia la primavera. Wild aggiunge la sua opinione, secondo cui potrebbe essere anche più costoso svernare nel terreno, a causa di infezioni fungine e predatori e conclude con la constatazione di quanto poco conosciamo perfino specie comuni. :win:
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Re: [Diario] Temnothorax cf. affinis

Messaggioda Methw » 12/02/2013, 10:04

Bel diario comunque complimenti :clap: anchio avevo trovato in tante galle prese nei boschi (forse la tua stessa che hai trovato) e quelle in maggior parte e una volta invece pensa che dentro c'era una Camponotus truncatus e adesso che ripenso a quando mi è scappata con l'unica operaia che aveva mi sento in colpa :cry:
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Re: [Diario] Temnothorax cf. affinis

Messaggioda entoK » 14/02/2013, 13:28

Sì è facile trovarci Temnothorax spp., Camponotus truncatus o Crematograster spp. che sono fra le arboricole più comuni. Se cerchi nel forum ne abbiamo parlato più volte di galle (io penso le più interessanti siano quelle di roverella, visto che hanno dimensioni adeguate a regine in fondazione e mini-colonie). Riguardo alle fughe è un motivo più che sufficiente, PER ME, per evitare scambi con regine non autoctone, già a essere zelanti mi dovrei preoccupare di questa o degli alati che bisognerebbe sopprimere a ogni sciamatura.. :roll:
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Re: [Diario] Temnothorax cf. affinis

Messaggioda Methw » 15/02/2013, 15:39

Ah va bene grazie allora darò un'occhiata ai diari :)
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