Ho già letto qua discorsi di questo genere da persone che si vogliono interrogare sulla propria condizione ed è sicuramente un plauso

(anch'io filosofeggiavo a questa maniera a una certa età

e apprezzo molto chi si pone questi dubbi invece di vivere irresponsabilmente

), però secondo me spesso non si notano altri aspetti difficilmente trascurabili ed è facile cadere in estremismi da ambo le parti opposte.
Per questo ti faccio notare provocatoriamente: già solo un leone allo zoo vive 3 volte tanto che in natura, tu hai idea a quanti e quali problemi il tuo fisico avrebbe potuto risentire alla tua età per traumi o malattie di difficile o lenta guarigione se fossi stato un uomo dell'età del bronzo.
Anche perché
se davvero oggi stiamo così male e ci stuzzica il mito del buon selvaggio alla Rousseau,
qualcuno mi deve però riuscire a spiegare perché attualmente siamo circa 7 miliardi di esseri umani (esplosi sopratutto nel terzo mondo), mentre all'inizio dello scorso secolo (non 4000 anni fa) si stimavano poco più di 1,6 miliardi di persone.
Robybar ha scritto:Questi antibiotici vari, oltre che a scatenare una vera e propria apocalisse nella nostra flora batterica, non uccidono tutti i microbi ma ne lasciano alcuni (anche se pochi) che essendo soptravvissuti sono immuni a quell'antibiotico ed è così che nascono nuovi ceppi di germi più resistenti dei precedenti.
Contestualizziamo un attimo, però.
Sicuramente è un gran problema scompensare la flora batterica, ma esistono gli integratori di flora batterica per ripristinarla e cosa accadrebbe se invece considerassi l'alternativa di non curarti con l'antibiotico, magari ti ritrovi con un disturbo cronico a vita invece che con una diarrea per una settimana...
Gli antibiotici che sono sostanze tossiche per il metabolismo dei batteri (i virus sono tutt'altro e ben poco hanno di "vita" come già fatto notare) furono scoperti perché prodotti dalle muffe (le famose Penicillium). Le muffe producono antibiotici perché entrano in competizione con i batteri e quindi cercano di evitare la loro prolificazione, perciò queste molecole sono frutto dell'evoluzione e già di per sé presenti in natura. Ovviamente dall'epoca della penicillina ne sono state fatte varianti di sintesi chimica che mimano l'azione delle prime scoperte. Aggiungo un altra cosa: sfaterei anche il mito che ciò che c'è in natura è buono a prescindere, perché a me sembra ovvio che una molecola sviluppata in milioni di anni di evoluzione da una muffa, è una molecola fatta da "lei e per i suoi scopi" e non vuol dire che non dia complicazioni ad un essere completamente diverso per metabolismo (vale per ogni medicina tanto "naturale" quanto "artificiale" avere degli effetti collaterali, però c'è certa gente che va dall'erborista pensando che qualsiasi cosa sia "naturale" non possa avere controindicazioni!).
Sul discorso dell'uso estensivo ed inappropriato degli antibiotici è verissimo che alla lunga tende a selezionare ceppi batterici resistenti, ma è una cosa banalmente prevista dall'evoluzione: così come nuove specie di gazzella più veloci nella fuga, creano una pressione evolutiva per predatori più adattati allo scatto. Il punto è semplicemente che le aziende farmaceutiche, per ora, preferiscono sviluppare nuove varianti di farmaci per altre "disfunzioni" più rimunerative (cioè del mondo occidentale che paga: per questo si parla di cuore, obesità o tumori e non di aids, malaria o febbri emorragiche), piuttosto che l'ennesimo antibiotico considerato che in quel campo ci sono molte "molecole" già ammortizzate (sbrevettate) da anni che farebbero concorrenza. Quindi fintanto che il problema non sarà esteso gli investimenti non li faranno semplicemente per leggi di mercato.
Robybar ha scritto:Il benzene [...]
Ogni sigaretta contiene più di 600 sostanze cancerogene [...]
per via dell'inquinamento atmosferico [...]
La frutta OGM esiste da poco meno di 20 anni
Nessuno obbliga a fumare, eppure ciononostante un fumatore occidentale del XXI secolo ha un'aspettativa di vita parecchio migliore di un cittadino dell'impero romano (che invece di inalare benzene, assumeva piombo

in ciò che beveva), che a sua volta viveva meglio e più a lungo di un abitante nei villaggi del tardo neolitico...
Verissimo è che i problemi dei mutamenti antropici sono troppo rapidi per permettere l'adattamento evolutivo e quindi le conseguenze non sono facilmente prevedibili (con le conoscenze attuali). Ma mi sembra che la conoscenza umana risolva eventuali problemi (e ne crei di nuovi

) su scale di tempo infinitamente più brevi dei tempi evolutivi e meno male direi!
Robybar ha scritto:gli animali destinati alla produzione di carne di ogni tipo vengono talmente tanto imbottiti di farmaci, che oramai quello che mangiamo non è carne ma quasi un surrogato chimico di questa.
Occhio agli estremismi ci sono sia nei positivisti da una parte sia negli intransigenti dall'altra. Comunque se si vede un film di Moore sugli allevamenti USA effettivamente viene da pensare molto...

Ma almeno noi siamo europei e ancor prima italiani (per una volta un po' di fierezza) e sul mangiare siamo un po' più attenti e cautelati..
Robybar ha scritto:Per esempio le mele in natura sono grandi come ciliegie o poco più
Ma anche no! Quello a cui ti riferisci è il
Malus floribunda che è una specie giapponese che nulla ha a che fare col
Malus domestica!

Certo è indubbio che le specie addomesticate dall'uomo hanno subito una
pressione selettiva per ottenere certe precise caratteristiche (l'uomo è millenni che con l'intelletto cerca di avere vantaggi, mica solo nell'ultimo secolo in cui ha strumenti più affinati), ma la selezione non è a prescindere sbagliata o giusta, ma solo adatta o meno al contesto.
Gli esempi sono sotto gli occhi di tutti: il mais come già detto è stato selezionato nei millenni dalle popolazioni precolombiane per avere centinaia di chicchi invece di una misera spiga con una decina.
Jacopo ha scritto:Il problema nei cereali, penso al frumento, ma anche al mais, è che per aumentare la quantità di chicchi su ogni spiga, sono stati bombardati con radiazioni ionizzanti, che hanno mutato il genoma e permesso l'aumento dei chicchi.
Quello all'epoca era l'unico modo che conoscessero per indurre rapidamente mutazioni (che avvengono ovviamente pure in natura ma con tempi troppo lunghi) e andavano alla cieca selezionando quello che saltava fuori.
Non sono un genetista ma ti dico quel poco che so, in realtà le varietà OGM sono poche e molto specifiche (in genere rese resistenti a diserbanti o fitofarmaci per aumentare le rese). Gli OGM degli anni '80-'90 non sono mutazioni ma trans-genomica cioè del tipo che prendo una sequenza di un batterio che produce una certa sostanza e la metto in una pianta sperando faccia lo stesso, anche questo è parecchio lavorare alla cieca visto che non si conosce tanto e il metabolismo di un organismo è complesso e poco noto in partenza (e infatti il più delle volte non ottenevano quello che volevano). Ultimamente invece con studi più mirati si tende a volere lavorare più di fino sul genoma, facendogli esprimere caratteri che la pianta in alcune varietà ha, ma che non si ottengono sviluppando altre caratteristiche (che è un limite delle selezioni per incroci di cultivar). Questo è solo indice del grado di conoscenza, ma l'uomo ha sempre operato fortemente sull'evoluzione delle specie domestiche, d'altra parte sono d'accordissimo che ci vorrebbe più cautela che se vai a fare le cose troppo in fretta non prevedi facilmente le conseguenze (soprattutto visto che non ci sono sufficienti conoscenze).
Le carote sono state selezionate nel rinascimento per essere solo arancioni e con la radice più grossa.
I cani (sottospecie di lupo) da millenni per privilegiare la mansuetudine e la lealtà verso il padrone e un'infinità di caratteri precisi a seconda del loro impiego.
I mandarini clementine sono il frutto di incroci che premiano il fatto che non si possano più riprodurre dal punto di vista gamico, per cui senza l'intervento dell'uomo non sarebbe certo una specie di "successo evolutivo" ma nel contesto antropico prospera senza problemi, come molte altre forme di vita che senza l'uomo sarebbero fortemente inadatte perché ormai antropizzate.
Bisogna solo capire che la selezione c'è sempre stata a prescindere dagli strumenti e il punto è da che parte la si vuole indirizzare cioè il
COME; per chiudere l'anello tornando alle mele le cultivar industriali sono poche (le solite 4-5 note ai più con nomi americani, ottimizzate per la dimensione del frutto e facilitare la raccolta meccanizzata) rispetto alla biodiversità delle cultivar che la "civiltà contadina" aveva saputo differenziare e valorizzare prima dell'industrializzazione e globalizzazione attuale.
Concludendo nelle situazioni fastidiose descritte ha una forte responsabilità il cittadino del mondo attuale e quello che preferisce: la pressione selettiva è dettata da quello che oggi si chiama "consumatore" quindi dopotutto non sarebbe un male se più persone si interrogassero questo è certo.
