Lasius fuliginosus: la costruzione di una colonia

Re: Lasius fuliginosus: la costruzione di una colonia

Messaggioda GianniBert » 13/06/2019, 21:00

In questi giorni si stanno schiudendo tutte le uova finora deposte.
Ci sono migliaia di larve affamate e le formiche sono quanto mai attive ed affamate.

Ho osservato una cosa che forse dipende dalla struttura del nido artificiale: la parte superiore del blocco centrale di cartone costruito nel legno, scivola regolarmente verso il basso, tanto che el operaie devono di tanto in tanto ricostruire le stanze superiori.
Credo che questo sia dovuto al fatto che da un lato il cartone si attacca al vetro, e questo è più scivoloso non offrendo un buon ancoraggio alla struttura.
E' già la terza volta da questa primavera che la parte alta del nucleo centrale si "svuota”!
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Re: Lasius fuliginosus: la costruzione di una colonia

Messaggioda GianniBert » 04/09/2019, 14:50

Si sta manifestando un problema tecnico imprevisto: entrambe le strutture interne in legno si stanno lentamente "abbassando”.
E' come se tutti i ripiani di cartone costruiti dalle formiche nel legno si stessero abbassando lasciando scoperto/aperto il nucleo superiore. In realtà sembra che la causa di questo svuotamento sia dovuta alle scorie che le formiche portano ininterrottamente in arena.

Saltuariamente devo ripulire l'esterno da innumerevoli briciole di quello che sembrerebbe lo stesso materiale triturato che forma il nucleo interno.
Che questo "cartone” abbia una durata nel tempo?
Ho provato a fornire loro diversi materiali, ma nessuno di questi è stato trasportato all'interno a scopo edile, quindi le formiche non sembrano (nel mio caso) attingere all'esterno per costruire la struttura interna.

Probabile che nel nucleo di un albero la trasformazione in padiglioni abitativi possa contare su talmente tanto materiale che questo problema non venga avvertito, oppure che al momento del taglio ed esplorazione di un nido in natura non possa essere registrato, in quanto nessuno sa "cosa c'era prima”.

Di fatto le formiche stanno rosicando ai limiti ogni singola struttura di cartone.
Cosa faranno quando questo sarà ridotto ai minimi termini? Lo sostituiranno, o torneranno semplicemente ad abitare i locali in gasbeton come all'origine?
Devo provare a introdurre in qualche modo materiale da costruzione, magari segatura o simili?

Che ne dite?

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La struttura nella parte superiore del nido, si nota come il cartone sia molto scuro ed estremamente lavorato... Notate anche alcune celle piene di detriti diversi, sono quelle dove le larve stanno filando il bozzolo...
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Re: Lasius fuliginosus: la costruzione di una colonia

Messaggioda GianniBert » 15/10/2019, 18:15

Per quanto le temperature siano lievemente calate nelle ultime due settimane, la colonia non accenna a rallentare l'attività, anche se registro un debole calo di presenze in arena rispetto alla piena estate.
Nel nido ci sono ancora tantissime larve in crescita, e se la colonia ricalca gli stessi comportamenti dell'anno scorso, sarà necessario un abbassamento delle temperature maggiore prima che le operaie cessino di uscire a foraggiare. Per ora sia carboidrati che proteine sono ancora fortemente ricercate.

La struttura interna si è annerita e ritirata verso il basso ancora un poco. Lì portano soprattutto bozzoli, le larve adesso stazionano soprattutto nelle stanze in gasbeton originali.
E' mia intenzione portare quanto prima il nido nel garage in cortile, in modo da rallentare ulteriormente la crescita della covata, e immobilizzare le formiche per l'autunno che non sembra ancora deciso ad arrivare. Le temperature esterne non rendono sotto i 10 gradi nemmeno di notte qui a Milano.
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Re: Lasius fuliginosus: la costruzione di una colonia

Messaggioda GianniBert » 20/04/2020, 21:03

Siamo usciti ormai da un pezzo dall'inverno e la colonia si è risvegliata regolarmente.
Il problema del collasso della struttura interna sembrava rimasto insoluto, almeno nel mese e più dall'autunno scorso, ma devo segnalare alcune novità: da qualche giorno le formiche hanno ripreso a costruire, anche se inizialmente all'esterno del nido, cioè in arena all'uscita del nido.

Di fatto hanno cominciato a elaborare i materiali esterni e formare una sorta di strato fungino con struttura simile a quella interna.
Confrontandomi con Angelo Cardillo per stimolarle a costruire internamente avevo iniziato a fornire materiali edili di tipi diversi:segatura, cotone e anche carta igienica! Non solo sembra abbiano finalmente accettato di manipolare queste sostanze, ma oggi hanno cominciato trasportare dentro schegge di legno e carta. Subito dopo mi sono accorto che già da tempo avevano cominciato a rinforzare il nucleo centrale come non facevano dall'estate scorsa!

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L'accozzaglia di materiali diversi in arena e i primi abbozzi di costruzione

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Un "cupolino” puzzle costruito accanto al vetro...

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... La ripresa dei lavori dentro il nucleo del nido.


Sono ora tentato da continuare a stimolarle inserendo direttamente dal foro di entrata materiale fine da costruzione... cosa faranno allora?

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Le formiche portano dentro schegge di segatura.

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In tutto questo, non trascuriamo la presenza delle solite larve "ondeggianti” numerosissime fin dalla prima settimana dal risveglio, in parte presenti già dall'autunno scorso...
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Re: Lasius fuliginosus: la costruzione di una colonia

Messaggioda GianniBert » 04/05/2020, 23:11

Posso aggiornare il mio diario e le mie osservazioni con un nuovo importante passaggio: come avevate capito leggendo fin qui, il vecchio nido mi stava lasciando insoddisfatto.
Le formiche non si comportavano come avrei voluto, e questo forse, a causa della struttura in cui erano alloggiate. Come sempre i miei nidi si evolvono, e anche questa volta ho fatto un passo avanti e sto sperimentando un nuovo modello che forse soddisferà le mie esigenze di osservatore.

Spinto dalle difficoltà di gestire gli spazi interni e di veder costruire a dovere il loro cartone fungino, ma anche con l'intenzione di limitare i problemi di gestione dell'umidità e di fuga delle formiche, ho provato a costruire un nido ancor più somigliante nella gestione delle stanze a quello che troviamo in natura.
Ne è nato un modello che ancora non è perfetto, anche perché, bloccato in casa da covid-19 e con quasi tutti i centri da bricolage chiusi, ho dovuto arrabattarmi con quello che avevo in casa.

L'unica cosa che ho potuto procurarmi è stato un bel foglio di sughero pressato, che nella mia fantasia dovrà servirmi da nucleo del nido.
Ho tagliato in tre sezioni 19 x 50 il foglio di sughero, poi le ho incollate, ottenendo un foglio di 22 mm di spessore.
Poi ho sezionato la parte centrale estraendo il nucleo, per creare uno spazio vuoto che simulasse l'interno di un tronco vuoto. I bordi dovevano simulare lo spessore sano del tronco, così li ho scavati col Dremel in modo da ottenere un simil-nido come avevo fatto nel gasbeton del nido precedente.

Poi ho rinforzato con due assicelle i lati sottili del nido in modo da creare due binari, in cui avrei incastrato le vetrate, che anche in questo caso saranno di plexiglas (non ho vetri adatti, non posso farmeli tagliare, e non so nemmeno se sia il caso di usare il vetro: non so come si comporterà il sughero con l'umidità! Si gonfierà? Il vetro potrebbe rompersi, mentre il plexiglas si adatta...).

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Il lato A del nuovo nido con il nucleo centrale scavato

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Un particolare delle gallerie scavate col Dremel. Sicuramente il sughero si presta per un simile lavoro, è stato facile lavorarlo, anche se ha prodotto tonnellate di polvere sottile, inoltre c'era la difficoltà di fare stanze e gallerie non troppo grandi, cosa che ha limitato il lavoro: gli strumenti di scavo non sono miniaturizzati!


Dopo aver fissato una delle pareti trasparenti, ho inserito strategicamente dei tasselli di legno di varia misura nello spazio vuoto. Serviranno a creare dei punti di resistenza: se le formiche costruiranno anche qui il loro cartone, questa volta non potrà scivolare verso il basso! I tasselli serviranno da ancoraggio e non ostacoleranno il passaggio delle formiche.

A questo punto ho inserito nello spazio rimasto una gran quantità di segatura. Un po' ho usato la polvere di sughero ricavata dallo scavo, un po' ho usato segatura di un vecchio albero, che ho raccolto tempo fa mentre giravo in un parco.
Non so se le formiche elaboreranno la segatura come hanno fatto col legno marcio del nido precedente: è un azzardo, ma non ho altro materiale idoneo per riempire lo spazio vuoto, a meno di usare carta e cartone, oppure cotone. So che L. fuliginosus usa anche questi materiali, ma io voglio tentare la strada del legno puro.

Lfuliginosus 13.jpg
Inserimento del materiale mobile da costruzione... se loro mi faranno il piacere di usarlo!!!


Una volta chiusa e ben fissata con dei tasselli di legno incollati ai "binari” di legno, ho dotato il tutto di un piedistallo sempre in legno. Questo mi servirà come supporto per fissare tutta la struttura al pavimento dell'arena, perché questo nido sarà al centro di una arena (come quello che ho fatto per le Messor).
Ho così fatto due buchi nel pavimento dell'arena, ho fissato con delle viti il basamento di legno, poi ho colato del gesso colorato tutt'attorno, cercando di rendere il terreno mosso e addobbandolo con qualche ramo e sassi.

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La struttura fissata e installata in una arena recuperata da un vecchio impianto. Non avevo la possibilità di farmene una nuova migliore!


Così oggi ho finalmente collegato il nuovo nido.
In pochi minuti l'arena pullulava di formiche, e poche ore dopo le operaie stavano già creando cunicoli nella segatura. Ora sto andando a letto con la speranza che l'arena non abbia falle e che la mattina mi porti buone notizie, tipo che le operaie hanno già trasferito un po' di covata nella nuova casetta... :-D

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Le formiche esplorano la struttura. Ci metteranno poco a trovare il foro di entrata e ad esplorare le stanze...

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Prese da un irrefrenabile desiderio di ordine e pulizia, le formiche cominciano, ognuna per conto proprio, a riorganizzare la struttura... Speriamo bene!

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E' tutto un gran richiamare gente al lavoro nel nuovo territorio appena scoperto... nel vecchio nido c'è fermento, e si sposta la covata, ma nessuna formica ha ancora pensato di portare larve o bozzoli nella terra promessa.
Allegati
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Si delimitano le prime gallerie...
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Questa è una delle strutture che le formiche hanno costruito all'esterno del nido, in arena del vecchio nido... si capisce cosa hanno usato? Ve lo dico io: segatura, cotone e carta igienica (pulita)
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