Formica cunicularia, cronaca di una colonia

Re: Formica cunicularia, cronaca di una colonia

Messaggioda dada » 11/04/2012, 15:17

Congratulazioni Gianni! Portare una colonia alla completa maturità deve essere una certa soddisfazione :clap:

Propongo un'altra verifica da fare: chissà se si può riuscire a osservare sciamatura e accoppiamento in cattività, e produrre regine fecondate? :wow:
~~~ La mia colonia: Camponotus vagus ~~~
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Re: Formica cunicularia, cronaca di una colonia

Messaggioda GianniBert » 11/04/2012, 15:29

Grazie Dada! :-D :-D :-D :-D
Se non hai letto il mio ultimo aggiornamento con Camponotus lateralis, fallo subito!
viewtopic.php?f=9&t=1936

Sì, la soddisfazione c'è, ma soprattutto nel vedere che il fatto di mantenerle in condizioni tutto sommato ristrette, non ha alterato il loro istinto di sopravvivenza. Vuol dire che tutto sommato non ho "offeso” la loro vita fino al punto di non renderle in grado di riprodursi.

La domanda "adesso si accoppieranno anche sul davanzale di casa mia?” resta. Come Rigato mi diceva, non è da escludersi l'accoppiamento anche all'interno del nido prima del volo, la loro vitalità è così sorprendente che se lo hanno fatto le C. lateralis, mi posso aspettare risultati simili anche qui.
Chi si mette in coda per una regina accoppiata "indoor”?

Qui non mi faccio problemi a lasciarle volare via, sono originarie della mia zona, e sono comuni in ogni giardino qui attorno.
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Re: Formica cunicularia, cronaca di una colonia

Messaggioda Luca.B » 11/04/2012, 15:43

Che meraviglia.... :wacko:

Secondo me la sfalsatura tra natura e cattività è anche di un paio di anni. :unsure:

E' giusto ciò che hai detto, ma consideriamo anche e soprattutto il problema "fondazione". Quando una colonia raggiunge qualche centinaio di esemplari, allora si che ha uno sviluppo esponenziale e massiccio...e ci sta, da quel momento, un tempo di sviluppo della colonia poco differente da quello in cattività.

Ma tutt'altra cosa accade durante la fondazione ed è questo, a mio avviso, il tempo che viene realmente sfalsato! :unsure:

Ad esempio io ho trovato decine di Camponotus vagus e tutte hanno già parecchie uova. Girando la notte sto però trovando ancora alcune regine in cerca di riparo ed ho trovato in pezzi di legno regine che si erano già costruite un riparo...ma prive di uova.Questo anche perchè le temperature esterne sono molto diverse da quelle di una casa e/o di un garage. Qui la scorsa notte abbiano toccato gli 0°C ed oggi la temperatura non ha superato la soglia dei 12°C. Le prime uova di Camponotus vagus le deporranno tra almeno un mese (se il tempo si aggiusterà).
Se quindi in cattività il primo anno raggiungiamo, in questa specie, 100 operaie, io credo che in natura la fondazione duri molto di più e lo stesso numero di operaie lo si otterrà anche in un paio di anni (sempre che non ci siano "incidenti" di percorso). :unsure:

Quindi, se questo fosse vero, la tua colonia, in natura, avrebbe raggiunto questa dimensione dopo 5-6 anni non perchè non avrebbe avuto una crescita enorme dal secondo anno...ma perchè il tuo secondo anno sarebbe equivalso al terzo o quarto anno della colonia cresciuta in natura, essendo la fondazione molto più lenta.

A quel punto 5 anni credo che possano essere accettabili come tempo perchè una colonia come questa maturi e produca i primi alati. :unsure:

Chiaramente tutte teorie...bisognerebbe iniziare a studiare una colonia in natura fin dalla fondazione...ma fosse facile!!! :yellow:
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Re: Formica cunicularia, cronaca di una colonia

Messaggioda GianniBert » 11/04/2012, 15:58

Non lo so, come dici tu, sono tutte teorie.
Io credo che sia un po' come il calcolo delle probabilità di riuscita in fondazione.
E' evidente che noi diamo loro una sicurezza e alimentazione continua laddove avrebbero problemi a cercarne, e che in questo modo aumentiamo moltissimo la possibilità che la fondazione vada a buon fine, ma qui è un calcolo di percentuali.
Non credi che potenzialmente siano comunque in grado di cavarsela meglio di altre specie? Consideriamo la diffusione in prati, campi, giardini. Sembrano sparse ovunque in Italia, e se si notano meno, è perché non sono particolarissime.
Però la diffusione totale è segno di una strategia vincente.
Polyergus e F. sanguinea scelgono queste formiche proprio per la loro diffusione ed efficienza... le trovano ovunque!

Mi piace pensare che siano ingiustamente sottovalutate; però è ragionevole pensare che una colonia in natura, incontrando molte difficoltà iniziali e in territorio ostile, cresca a questi livelli solo negli anni che calcoli tu.
Ma se riesce a trovare una opportunità anche piccola... :domanda:
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Re: Formica cunicularia, cronaca di una colonia

Messaggioda GianniBert » 11/04/2012, 16:09

Riguardo a quello che fai notare per Camponotus invece, penso che i tuoi calcoli siano più giusti.
Qui si tratta di una formica di grande impatto fisico, e di crescita lenta, che solo dopo aver superato una cifra ragguardevole di operaie sembra prendere il volo. Inoltre ha più difficoltà a nascondersi, una alimentazione più ricercata, ed è una preda più facile perché più visibile per grossi predatori.

Qui sì noi diamo una accelerata a uno sviluppo prematura della colonia. Mi viene da pensare che sia come per Camponotus herculeanus e C. ligniperda che sono super lentissime perché per loro i tempi sono ancora più dilatati e le difficoltà iniziali mastodontiche come la loro stazza.
F. cunicolaria è poco appariscente, mangia di tutto, è opportunista, e ha uno sviluppo quasi la metà delle Camponotus: da larva a bozzolo anche in 7 giorni!
Personalmente poi non l'ho mai vista perdersi in guerre campali con le sorelle vicine come fanno altre specie, e questo aumenta le sue probabilità di sopravvivenza in una nicchia alimentare.

Dovremmo proprio fare una statistica e cercare di raccogliere dati in natura, se ce la faremo!
Lo dico per tutti quelli che ne avranno occasione!
Soprattutto se hanno modo di osservare qualcuna di queste colonie sotto un sasso (dove potrebbe essere rintracciata una colonia iniziale) nel proprio giardino...
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Re: Formica cunicularia, cronaca di una colonia

Messaggioda Luca.B » 11/04/2012, 16:55

Il problema per me è trovare alati di questa specie...anche se, come dici tu (e come confermo io) sono praticamente ovunque. :smile:

Qui da me forse sono più diffuse anche della Camponotus vagus...eppure ho trovato solo 2 alati in 3 anni. :unsure:
Sicuramente mi aiuterà la tua colonia, quest'anno, a capire meglio i tempi di sciamatura e, al contrario dello scorso anno, voglio provare a cercarla anche do notte. :unsure:

Comunque sto pensando di isolare un pezzo di terreno in Oasi e porre una regina di Camponotus vagus di quelle prese. Magari in un piccolo formicaio scavabile in sughero...schermato superficialmente così da poter, ogni tanto, controllare. Il nido sarebbe posto all'interno di una sorta di recinto munita di antifuga... :unsure:
Questo ci darebbe qualche dato...

Per ora ho solo i dati della Solenopsis fugax che fondò nel formicaio grande e a cui non riuscii mai a dare da mangiare. E' vero che saltò l'ibernazione ma in un anno raggiunse circa 30 operaie...prima di morire tutte (forse per fame). :unsure:

Intanto faccio una prova con Camponotus vagus...che trovo con estrema facilità. In teoria, sebbene come dici tu ci possano essere variazioni più o meno grandi, credo che tutte le specie passino maggiori tempi di fondazione rispetto alle nostre. Così se una Camponotus hercoleanus raggiunge in cattività 100 operaie in 3 anni, in natura lo farà in magari 6...una Pheidole pallidula in natura raggiungerà 500 operaie in un anno, mentre in natura in due...e così via... :smile:

Cioè esiste un'influenza comunque nel periodo di fondazione e, a mio avviso, è quello l'unico periodo che sfalsiamo con l'allevamento. :unsure:
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Re: Formica cunicularia, cronaca di una colonia

Messaggioda GianniBert » 13/04/2012, 14:31

Filatura del bozzolo degli alati (probabili)

Come avevo già fatto notare e come osservato anche da altri allevatori attenti, la cura con cui le operaie assistono le larve nel momento di filare il bozzolo, qui raggiunge livelli di attenzione particolari: gli alati sono il futuro della colonia, le loro dimensioni rendono difficile maneggiarli e trasportarli nelle gallerie.

Lascio alle immagini ogni possibile commento aggiuntivo.



Qui si assiste fino all'ultima fase l'ingozzamento della larva prima che si copra la sua bocca, quasi che "più ce ne sta, più ne mettiamo” per farle affrontare il lungo lavoro della metamorfosi...



Le operaie non possono fare molto altro, adesso tocca alla larva filare il bozzolo rinchiusa nel suo "letto” di cotone e detriti, un lavoro lungo e faticoso...



Un improvviso scossone ha messo in allarme il formicaio e i bozzoli già pronti vengono spostati velocemente (per quanto possibile) nelle gallerie più profonde.

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Re: Formica cunicularia, cronaca di una colonia

Messaggioda quercia » 13/04/2012, 15:09

stupende immagini, non servono parole infatti...
una cosa non ho capito delle formiche, vedo che usano molto le antenne ma non ho capito se queste svolgono solo funzione tattile o se con esse effettuano anche delle piccole manipolazioni. spesso ho osservato che le usano per pressare il materiale negli interstizi e mi sembra che anche in questo caso le usino per "stendere" la seta" :unsure:
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Re: Formica cunicularia, cronaca di una colonia

Messaggioda feyd » 13/04/2012, 15:13

Da quanto ho visto io le usano anche per manipolare oggetti, in quanto inteso formicamente :lol:


Bellissimi video, ed ancora complimenti :clap:
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Re: Formica cunicularia, cronaca di una colonia

Messaggioda mayx » 13/04/2012, 22:44

Complimenti per la bella colonia GianniBert. :)
Quando una colonia raggiunge la maturità sessuale è per chi ci si affeziona un traguardo. Rende consapevoli della buona riuscita degli sforzi della colonia stessa ma rende consapevoli di aver fatto un buon lavoro. Un po' come un figlio che si diploma :)

PS: quercia, le usano come arti. Dipende dalle specie. Alcune specie le usano come "fruste" in combattimenti rituali. Altre come "sistema di controllo" per far emettere seta alle larve ( parlo delle Oecophylla longinoda) eccetera. Apri un post che è interessante. Non inquiniamo questo bel Diario :)
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Re: Formica cunicularia, cronaca di una colonia

Messaggioda GianniBert » 22/04/2012, 23:19

Alcuni giorni fa ho ampliato l'arena della mia colonia con un contenitore 20 x 30 circa.
Ora hanno parecchio spazio per divertirsi, rispetto a prima. Infatti hanno passato il tempo ad esplorare su e giù rami e sassi; in arena c'erano almeno 200 operaie.
Hanno mangiato, cacciato grilli e camole ancora vive...

Da ieri ho tentato un esperimento per testare le capacità difensive della colonia. Questa arena ha due sbocchi e nei miei piani potrebbe essere ideale ad accogliere la prima incursione di Polyergus, quando la colonia sarà pronta a farlo. Ma come potrebbero reagire le Formica?
Un afflusso in massa? Una ritirata per salvare le pupe?
Questo ambiente è sufficiente a permettere manovre militari ad ampio spettro?

Dato che ho problemi di sovraffollamento in entrambi i nidi e che le mie operaie non subiscono nessuna selezione naturale da parte di predatori o nemici, ho deciso di usare una dozzina di Camponotus vagus per vedere le reazioni delle Serviformica. Chi ha provato saprà bene che è un inutile esperimento mettere operaie spaventate a casaccio in una arena nemica; fossero anche Myrmecia, avrebbero solo in mente la fuga.

Così ho catturato 12 operaie di vagus fra quelle che girano senza sosta nella loro area, e le ho inserite in una scatola di Tic-Tac formato maxi, con cotone bagnato, cibo e materiale in cui possano nascondersi, lasciandovele per un paio di giorni, poi ho aperto la scatoletta posta in arena delle Formica. In questo modo le Camponotus potranno uscire con circospezione dal loro nido improvvisato e contemporaneamente le esploratrici di Formica avranno modo di entrare in contatto col nemico in maniera graduale.

Purtroppo non ho potuto seguire in diretta l'esito di questa prova. I due giorni precedenti a questo scritto sono stato in giro per vari impegni e così vi posso solo dare una cronaca del risultato, senza sapere come si sono svolte veramente tutte le fasi precedenti.

Stasera la situazione in arena era la seguente: quasi tutte le Camponotus vagus sono tranquille nella scatoletta; tutte le Formica cunicolaria sono nel nido, il cui accesso è stato barricato da un cumulo perfetto di ghiaia e detriti. In giro per l'arena 2 vagus morte, e una decina di Formica sparse qua e là. Alcune operaie stavano ancora rafforzando il tappo in entrata portando ghiaietto dalle gallerie più profonde del nido.

Più di 2000 Formica non hanno nemmeno tentato un attacco diretto alla scatola di Tic-Tac? Non sono nemmeno spinte dalla fame, dato che hanno moltissime replete ben rigonfie, quindi forse non hanno nemmeno pensato a imporre la superiorità numerica, ma cosa accadrà fra qualche giorno? Sono intenzionato a vedere gli esiti militari di questo esperimento, anche se non dovrebbero esserci dubbi, ma già così sono rimasto sorpreso.
La vagus non sono nemmeno delle major, e non hanno nessun bisogno impellente che le spinga ad un attacco diretto al nido nemico. Quello che mi sorprende è il comportamento ridicolmente timoroso delle padrone di casa...

Questo rispecchia una situazione già vista con delle Messor a passeggio nel loro territorio, non c'è stato nessun tentativo in massa di impedirlo, ma qui dovranno prendere una decisione prima o poi! Sembra che l'unico nemico che abbia attratto l'esercito all'esterno sia stato proprio quello con l'odore delle Polyergus, l'anno scorso. Però 1000 contro 1.

Sono curioso di vedere se la fame o il bisogno territoriale infonderanno coraggio nelle pavide Formica... o forse è proprio così che sono capaci di controllare un nemico? Barricandosi?

Quello del barricarsi è comunque un istinto che ho già osservato sia in Messor, che in Pheidole, che in Tetramorium. Anche le stesse Camponotus non disdegnano questa tecnica.
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Re: Formica cunicularia, cronaca di una colonia

Messaggioda luca321 » 22/04/2012, 23:24

Sarà interessante seguire l'evoluzione di questa situazione. Tienici informati
IMPORTANTE!



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Re: Formica cunicularia, cronaca di una colonia

Messaggioda GianniBert » 22/04/2012, 23:27

Non pensiate che sia divertente osservare queste manovre.
Non ho intenzione di organizzare battaglie campali usando (e sprecando) le mie colonie faticosamente cresciute, ma se voglio prima o poi sperimentare una incursione indoor di Formica sanguinea o di Polyergus rufescens, preferisco testare le reazioni di una colonia, proprio per evitare una strage di una o dell'altra parte.

In ambiente ristretto, senza possibilità di manovra, le formiche possono non comportarsi come in natura, seguendo i propri istinti naturali.
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Re: Formica cunicularia, cronaca di una colonia

Messaggioda luca321 » 22/04/2012, 23:33

Non credo serviva specificarlo Gianni!! Siamo tutti ben lontani dall'immaginarti come un Sacrificatore Sadico!
IMPORTANTE!



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Re: Formica cunicularia, cronaca di una colonia

Messaggioda feyd » 22/04/2012, 23:54

Gianni chredo che il fatto di avere nemici in "casa" porti le operaie a comportarsi piu come in natura quindi uscendo molto meno dal nido e solo se serve, piu o meno come si osserva nei prati dove la percentuale di operaie attive fuori dal nido è molto minore di quella dei nostri nidi artificiali.
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