Colonia di Camponotus vagus by Giannibert

Re: Camponotus vagus - diario di una colonia

Messaggioda PomAnt » 04/04/2011, 20:34

Effettivamente negli altri forum esteri con migliaia di utenti fanno 2 discussioni parallele: un diario-monologo e una discussione parallela. Il risultato è un forum più macchinoso e un po più ordinato, non so se possono interessare altri dettagli ai moderatori.

Tornando a noi non capisco la questione pseudo-sub-major, credo di intuirla ma vorrei me la spiegaste meglio. Le classi reali dovrebbero essere queste:

Immagine

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si tratta i uno sviluppo non ottimale?un po come le prime operaie che sono più piccole?
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Re: Camponotus vagus - diario di una colonia

Messaggioda Luca.B » 04/04/2011, 20:43

La major di questa foto è un pò scarsina... :unsure:

Le major che vedo io in colonie ben avviate sono delle stesse dimensioni della regina...tanto da essere confuse, se non fosse per l'addome più grosso nella regina e il torace più esile nelle major. :smile:
Formiche in allevamento:
C.herculeanus-C.ligniperda-C.lateralis-C.vagus-C.fallax-Myrmica sabuleti-Dolicoderus quadripunctatus-M.scabrinodis-Messor capitatus-M.wasmanni-M.minor-Temnothorax unifasciatus-Crematogaster scutellaris-Polyergus rufescens-Lasius emarginatus-L. flavus-Lasius niger-Lasius umbratus-Lasius fuliginosus-Pheidole pallidula-Solenopsis fugax
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Re: Camponotus vagus - diario di una colonia

Messaggioda dada » 04/04/2011, 21:05

GianniBert ha scritto:La mia colonia è frutto della sciamatura primaverile in cui è stata catturata anche la regina di Diana (in provincia di Brescia, bassa pianura), per cui sono sorelle (probabilmente) e la nostra gara alla colonia che cresce di più è utile anche per mettere alla prova tecniche, temperature e modi di gestire questa specie in modi diversi.

Quando Luca mi ha portato la colonia aveva già circa 25 operaie (agosto) di cui una decina forse adottate da bozzoli esterni della colonia sorella. Era in provetta, ma io l'ho subito alloggiata in arena piccola, con collegato nido ytong, dove si sono trasferite in pochi giorni.
A settembre, periodo che è sembrato coincidere con l'inizio della diapausa invernale, erano già 80, con una piccola covata che si è mantenuta statica fino a febbraio, e che sta appunto sfarfallando in questi giorni.

Ora le operaie sono più di un centinaio, in nido di legno di pino, con almeno altre 50-100 uova fresche e alcune larve in sviluppo.
Se Diana lo stima utile, posso pubblicare anche io l'iter della crescita per fare raffronti, ma non vorrei caricare il forum di "diari” quasi simili. Manterrei queste utili informazioni come scambio di esperienze all'interno di questo post.


I primissimi tempi della tua colonia sono documentati assieme alla mia qui: http://www.formicarium.it/forum/viewtopic.php?p=27#p27
Io non ho fatto adottare bozzoli, forse l'ha fatto Luca prima di portarti la colonia?

Molto interessante fare confronti sullo sviluppo e sulla gestione di due colonie "gemelle" (o quantomeno, geneticamente molto simili).
Prima grande differenza, sicuramente il grado di umidità; io ho sempre la mano un po' pesante con le umidificazioni, sarà perchè vivo in una palude? :mror:
A Settembre, mentre tu avevi 80 operaie io ne avevo circa la metà. Le mie sono entrate in diapausa agli inizi di settembre, anche perchè non le riscaldavo e le tenevo all'esterno. Al risveglio (primi caldi alla fine di febbraio), sono subito entrate "in pari" con la colonia sorella grazie a una deposizione eccezionale. Forse esistono meccanismi di autoregolazione che noi non conosciamo, forse la mia regina non ha deposto "più uova" ma ha deposto anche le uova che non aveva fatto in tempo a deporre l'anno prima?

Riguardo invece alle submajor, la ritengo ancora una forzatura, però effettivamente a me sembra che esista una classe intermedia difficilmente definibile fra media e major. Prima della comparsa delle vere major, sono nate diverse media sovradimensionate, con testa e addome da major eppure con lo sterno un po' meno allungato. Viene naturale, anche se poco ortodosso, chiamarle submajor...
Anche le major più impressionanti, quelle che rivaleggiano con la regina come dimensioni, perchè chiamarle solo major quando è ovvia la differenza di dimensioni con una "normale" major? E allora "supermajor"...
La nomenclatura classica non contempla queste sottili differenze, ma secondo me noi come allevatori le notiamo per forza!
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Re: Scheda di allevamento di Camponotus vagus

Messaggioda Luca.B » 04/04/2011, 22:00

No Gianni...la tua colonia e quella di Dada sono "immacolate"...hanno fatto tutto da loro.

L'unica colonia a cui feci adottare bozzoli e operaie è quella che ha Ruben. :happy:

Anche secondo me ci sono più classi di Major, in questo caso...
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Re: Scheda di allevamento di Camponotus vagus

Messaggioda GianniBert » 05/04/2011, 12:08

Ah, credevo di aver capito che qualche bozzolo fosse stato aggiunto... meglio così.

La divisione in caste delle operaie era stata da me affrontata con Fabrizio Rigato perché anche io avevo dubbi su queste divisioni; in realtà possiamo scegliere le interpretazioni perché viene definita come casta a sé quella dei soldati ad esempio in Pheidole, perché non vi sono sviluppi intermedi: o sono soldati, o sono operaie.
Nelle altre specie in realtà sono presenti tutte le possibili sfumature di grandezza, tanto che prendendo il caso delle Camponotus, le major non vengono scientificamente designate come una vera casta di soldati, ma tali sono.
Sono le S. mentali che un po' ci facciamo noi con la smania di dover definire a tutti i costi una cosa con estrema precisione a fini di una classificazione didattica.

Se esaminiamo attentamente le nostre prime 100 operaie, vediamo che le allometrie sono ben definite: tutte le formiche nate di prima generazione e anche nella seconda, hanno sì differenze dimensionali man mano che sono meglio alimentate da larve, ma il capo, il torace e sì, anche l'addome, presentano forme più slanciate, quasi "stirate”, mentre pian piano la struttura del capo comincia ad allargarsi nelle generazioni successive.
Ora nella mia colonia si stanno originando operaie la cui struttura fisica si fa più massiccia, quasi avessero una sorta di corazza retta da una muscolatura più possente. Il capo è largo, con mandibole poderose senza essere sproporzionate, ma nettamente più robuste che nelle operaie di struttura più esile.
Ciò nonostante, continuano a coesistere bozzoli più piccoli, e a nascere operaie "longilinee”, ma le proporzioni quantitative man mano si sposteranno verso le formiche più potenti e massicce, adatte a uscire a caccia in ambiente ostile.
Nasceranno una certa quantità di operaie esili adatte a curare la covata anche negli anni successivi? Se sì, potremo definirle a ragione operaie minor, come per le Messor.

Possiamo così considerare un massimo di tre caste indicative, come nella foto mandata da Pomant, che però al loro interno hanno tutte le varianti dimensionali data dalla buona alimentazione di una colonia matura.
Diciamo che tra noi possiamo intenderci di fare così perché è un po' come un ragazzino che può permettersi di dire ho visto ”un formicone gigante più grosso" al posto di: "ho visto una supermajor” di Camponotus vagus.

Oppure ci facciamo due risate, e cominciamo a definirle "M”, "L” o "XXL”...
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Re: Scheda di allevamento di Camponotus vagus

Messaggioda Luca.B » 05/04/2011, 12:33

hihihihihihhihi :yellow:

Colpa mia Gianni, te lo dissi io una volta...ma poi dada mi fece notare che la tua colonia era una delle due che avevo lasciata da lei...mentre quella che avevo preso io per me era quella a cui feci adottare di tutto...e che, successivamente, cedetti a Ruben quando prelevai la colonia già avviata dal centro visita dell' Oasi (e che lo stava distruggendo).

Gianni, anche le colonie più vecchie e che presentano i soldatoni più grandi, continuano a sfornare anche formiche piccole. Questo l'ho visto chiaramente andando ad osservare i nidi della vagus in Oasi.

Oltre ad averle viste direttamente, ho potuto notare una grandissima varietà di dimensioni nei bozzoli che spesso portano in superficie. I bozzoli sono un indicatore preciso delle dimensioni delle operaie che nasceranno. In un gruppo di 100-200 bozzoli, potevi vedere chiaramente tutte le taglie...dalle più piccole (simili alla seconda generazione) a quelle giganti quanto la regina stessa.

In fondo operaie piccole sono meglio adatte a "manipolare" uova e larve piccole...quindi sono sempre utili.

Nella prima colonia di Camponotus vagus che ebbi, diedi alla regina alcuni bozzoloni da adottare. Nacquero, ma praticamente non guardavano neanche le uova e le larve. In realtà non facevano proprio nulla...non andavano neanche fuori dal formicaio a foraggiare (credo perchè la colonia era molto piccola, avedo solo 2 operaie di prima generazione). Erano praticamente bocche inutili da sfamare...le dovetti togliere perchè le 2 operaie di prima generaziione passavano tutto il tempo ad alimentarle tralasciando la cura delle larve e uova. Notai un rallentamento dello sviluppo di queste ultime che, al coontrario, riprese in modo normale nel momento in cui tolsi tutti i "soldatoni".

Esistono equilibri anche nelle nascite...ormai lo sappiamo. E ho notato che prelevando colonie in cui oltre alla regina ci sono solo operaie di grandi dimensioni, la regina depone anzitutto uova che daranno vita ad operaie piccole e solo successivamente si assiste alla nascita di operaie maggiori...insomma, la colonia segue sempre la linea di sviluppo:

operaia piccola -> operaia media -> operaia grande (soldato)

questo testimonia l'importanza delle operaie minor anche nelle colonie grandi dove sono presenti soldati giganti.
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Re: Scheda di allevamento di Camponotus vagus

Messaggioda PomAnt » 05/04/2011, 13:27

Allora si potrebbe riassumere con: le caste sono 3, ma possono venir sviluppate in varie sfumature. Come le prime minor sono "mini-minor" per la sottoalimentazione, così le prime major non saranno la massima espressione "teutonica" della classe.

Ps: credo le 2 colonie sorelle abbiano una "cugina", almeno come età. Ho cominciato come voi e sono praticamente allo stesso livello, 100 operaie ca, 100 in sviluppo ca, 1 -Major e 2 -Major ancora in bozzolo. :smile:
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Re: Scheda di allevamento di Camponotus vagus

Messaggioda GianniBert » 05/04/2011, 14:35

Queste dovrebbero essere le conclusioni corrette.
Sarà interessante allora tenerci vicendevolmente aggiornati sui reciproci sviluppi, confrontare i tipi di nidi, le dimensioni delle arene e del nido effettivo, l'alimentazione e l'umidità di come le gestiamo, per vedere anche quale reazione fisiologica possa scatenare delle varianti nelle colonie, anche se io penso sempre che molto dipenda molto dalla "personalità” delle singole regine.
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Re: Scheda di allevamento di Camponotus vagus

Messaggioda GianniBert » 05/04/2011, 14:47

Voglio segnalare un'altra chicca sull'allevamento di queste formiche, che dovrebbe valere per tutto il genere delle "carpentiere”.
Anni fa, leggendo il mio primo libro serio sulle formiche (Le Formiche, vita e costumi, di Raigner) veniva suggerito lo studio dell'allevamento della covata delle Camponotus all'interno dei tronchi d'albero.

I dubbi venivano dal fatto che i cunicoli delle Camponotus erano tunnel verticali sviluppati per metri in altezza, senza apparenti ripiani orizzontali. Ci si chiedeva come facessero le formiche ad allevare la covata in questi tunnel e si supponeva che le larve avessero una pelosità microscopica che permetteva l'adesione al legno anche in luoghi verticali.
Suggerivano all'eventuale allevatore di provare a fornire alla colonia un facsimile del loro ambiente naturale e vedere cosa accadeva in realtà, dato che in natura era impossibile sorprendere le formiche dentro un tronco senza mettere tutto in subbuglio.

Sono sicuro che il quesito nel frattempo (erano gli anni '70) è stato risolto e confermato; in ogni caso, io in questi giorni sto riscaldando l'esterno del mio nido di legno di pino (liscio e stagionato) e le formiche mettono contro la parete di fondo la covata.
Ora, per sfruttare ogni superficie calda possibile, uova e larve sono appiccicate alle pareti verticali, apparentemente sospese al nulla, seppur sorvegliate da vicino dalle nutrici.

Un altro tassello di conferme alle nostre conoscenze in materia.
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Re: Scheda di allevamento di Camponotus vagus

Messaggioda Luca.B » 05/04/2011, 15:05

...anche se io penso sempre che molto dipenda molto dalla "personalità” delle singole regine....


Riguardo a questo ho qualche regina con una spiccata personalà decisamente propensa alla fuga!!! Da ieri sono ancora li che provano a distruggere il tappo di plastica alla provetta...è incredibile vedere la varietà di indole di regine della stessa specie! Alcune di loro se ne stanno tutte tranquille e ferme...ma due o tre sono indemoniate!!! e sono sorelle...quindi hai ragione Gianni, ogni esemplare ha decisamente una propria "personalità". :uhm:

Per la questione nidi verticali, confermo anche io che i nidi scavati dalla Camponotus vagus all'internod el legno, sono costituiti da cunicoli verticali privi di stanze o appoggi orizzontali. Ho una sezione in Oasi di una trave che reggeva una bacheca, scavata da questa specie e, effettivamente, non presenta altro che cunicoli verticali.

Il secondo nido didattico per l' Oasi ,che sto preparando proprio per le Camponotus vagus, sarà proprio così...cunicoli vertivali scavati in ceppi di legno e collegati da cunicoli diagonali. Pensavo di mettere qualche canale orizzontale giusto per vedere cosa loro preferiscono quando hanno la possibilità di scelta.

Ma la questione dell'"appendere" le larve al legno la allargherei, forse, anche ad altre specie notoriamente amanti del legno...coome le Crematogaster scutellaris. La regina che ho, spesso lasciava le proprie larve adagiate sulla superficie verticale di una delle stanze del formicaio (anche se era poi in gesso e non in legno)...e le larve restavano letteralmente appese alla parete come tanti quadri. :shocked:
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Re: Scheda di allevamento di Camponotus vagus

Messaggioda GianniBert » 07/04/2011, 11:58

Dove sono finiti tutti i rifiuti?????????????????

Da qualche giorno ho notato che il cumulo di rifiuti animali accumulati nel tempo (corazze, rivestimenti di camole, ali varie di grilli) sono spariti dalla stanza dove erano tenuti.
Prima non ci avevo fatto molto caso, ma il cumulo circa 10 giorni fa era notevole. Ora, ieri sera stavo ripulendo l'arena dai rifiuti in giro e in realtà ho raccolto solo alcuni scudi frontali delle teste dei grilli (4 o 5), una zampa e una cuticola di camola.
Non mi sembra che li abbiano sotterrati da qualche parte, quindi mi viene il dubbio che le fameliche larve possano aver mangiato anche questi avanzi ben poco appetitosi. La stessa cosa allora ho verificato rivedendo la colonia di cinerea: non ho trovato avanzi di molti insetti, che avrebbero dovuto esserci.

Verificate anche voialtri allevatori di vagus, questo fatto?
Non penso si tratti di carenza di proteine: le operaie sono comunque ben gonfie, e non faccio mai mancare insetti.

Un altra cosa che si può osservare anche nella scheda su "Costruire un nido di legno”, è il "cesso” della colonia: all'inizio era un punto solo, ora sono due, si vedono nettamente nel legno chiaro i punti dove sembra che le formiche abbiano deciso di andare tutte assieme a defecare. Forse negli altri materiali da nido si notano meno, ma sul legno è evidente, ed è sempre fuori portata da dove tengono la covata.
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Re: Scheda di allevamento di Camponotus vagus

Messaggioda Luca.B » 07/04/2011, 12:12

Avevo avuto anche io l'impressione che sparissero resti chitinosi e rimasugli di cibo...ma, sinceramente, non ci feci molto caso e non approfondii. :unsure:

Inizialmente pensai li sminuzzassero molto finemente...e, in effetti, mi è capitato di trovare in arena dei pezzi davvero molto piccoli. Ma, effettivamente, c'è troppo poco materiale per tutte le camole che gli offro. :uhm:

Non le ho mai viste seppellire e non ho mai trovato tumuli o terra smossa in arena.

Confermo la tua osservazione...scompaiono letteralmente. Questo, a me, accade da una 15na di giorni...da quando, cioè, si sono svegliate completamente. Prima, al contrario, mantenevano tutto nel formicaio.

Dubito possa essere solo la questione "larve fameliche" (magari solo una parte fa quella fine), poichè la mia colonia non ne ha. Quindi sono le operaie che fanno sparire tutto. Presterò più attenzione...però ho notato nella mia colonia di Myrmica rubra che alcune operaie lavorano sempre attorno ai resti di camole e, dopo un pò, queste sono polverizzate e in poco scompaiono da dentro il formicaio. :unsure:

Ho semmpre pensato che avesse luogo qualche processo di decomposizione naturale all'interno delle camere dove raccolgono i rifiuti. Anche perchè, in questo caso, non ho terra in arena e anche polvere chitinosa la avrei vista... :uhm:

L'unica cosa che ho visto è un residuo tipo muffa dove prima c'erano i resti.
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Re: Scheda di allevamento di Camponotus vagus

Messaggioda dada » 07/04/2011, 12:56

Per l'ennesima volta la mia colonia si distingue per educazione e classe :win:

E' vero che le larve sono in grado di far sparire pezzi di cibo apparentemente secchi e immangiabili... però nella mia colonia dall'estate scorsa è stata istituita una vera e propria discarica comunale, che devo svuotare settimanalmente con un cucchiaino o una paletta altrimenti diventerebbe in breve tempo una vera e propria montagna di rifiuti.

Eccola, con i rifiuti di 5-6 giorni ammassati:

Immagine

Particolare dei rifiuti:
Immagine

In mezzo a quei rifiuti c'era anche un'operaia morta :-(
Molto piccola, forse una delle primissime operaie. Non credo che sia morta in mezzo ai rifiuti, ma piuttosto che il suo cadavere sia stato portato lì. Nella foto non si vede perchè l'ho tolto appena l'ho visto (faceva tristezza...)
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Re: Scheda di allevamento di Camponotus vagus

Messaggioda GianniBert » 06/05/2011, 11:56

Osservazioni riportate ultimamente sul comportamento di Camponotus vagus, anche paragonate ad altre specie che ho in allevamento.

A proposito dei rifiuti prodotti: ho registrato che in assenza di rifornimento di cibo fresco le operaie tendono a sgranocchiare e digerire (ma lo fanno sicuramente per le larve) ogni residuo animale, scartando solo le teste dei grilli e le elitre dei coleotteri più robusti. Mentre in presenza di un rifornimento costante e abbondante hanno cominciato a scartare la chitina delle camole, dopo averle ripulite a dovere. Tutti i rifiuti vengono portati con i cadaveri (due in tutto da questa primavera) in un angolo dell'arena esterna.

Capacità e reazioni di reclutamento e allarme:
la reazione a presenza di nemici in arena è estremamente rapida e totale, con decine di operaie che escono a pattugliare e attaccano ogni cosa in movimento; per contro la tecnica di attacco è relativamente efficiente rispetto a formiche come la rufa o Myrmica, limitando i morsi e il contatto a scatti occasionali, finché non sono impegnate finalmente in un corpo a corpo. Probabilmente contano sulla potenza istantanea di un morso ed evitano il contatto diretto duraturo col nemico, finché non sono sicure della forza dell'avversario.
Per contro ho notato che reagiscono con un reclutamento relativamente veloce in caso di preda, limitandosi a richiamare le compagne se la fonte è liquida (miele), che però vengono già attratte dall'odore.
In caso di grosse prede il tempo trascorso fra il contatto è il trascinamento nel nido è relativamente lungo, con casi in cui si sono soffermate a nutrirsi sul posto prima di mettere in atto il recupero.

Tutto un comportamento inverso in paragone a Formica cunicolaria, che a parità di popolazione recluta molto rapidamente in caso di preda, che viene immediatamente trascinata nel nido e poi mangiata; per contro, il reclutamento in caso di incursioni nemiche in arena è scarso o quasi nullo, limitandosi a una ritirata strategica, e solo se il pericolo persiste organizza una debole reazione di gruppo.

La regina di vagus attraversa periodi di stasi quasi totale, trascorrendo le giornate immobile in una stanza molto piccola e buia, a periodi in cui dev'essere molto attiva.
In pratica la quantità di uova presente ha picchi di crescita improvvisi, probabilmente dovuta a deposizioni notturne che non ho ancora potuto osservare, che devono essere alternate a lunghi periodi di riposo.
Almeno questa è la sola spiegazione logica agli aumenti ciclici di covata: ormai i cumuli di uova, larve e bozzoli non sono più calcolabili, se non approssimativamente.

Le operaie maggiori, i cosiddetti soldati, non hanno ancora mai lasciato il nido, limitandosi a girovagare nelle camere ad accudire la covata, ma non sono pieni come le operaie minori, mentre presso l'entrata del nido, all'esterno, stazionano in piccoli ripari 20-30 operaie minori smilze e molto attive, come una specie di guarnigione di sentinella. Sono loro che riportano il cibo all'interno del nido, senza nemmeno andare troppo oltre le prime stanze e distribuendolo alle prime operaie interne accorse. Così come depositano le prede smembrate sempre in questa stanza.
Possiamo ipotizzare una catena di distribuzione dei compiti, oltre che alimentare.

Tutte queste note sono riportate come comportamento osservato su una colonia attualmente di circa 150 operaie e 200-300 elementi covata per le vagus, mentre sono più di 300 bozzoli, e una quantità incalcolabile fra uova e larve per F. cunicolaria.

Spoiler: mostra
4-28 vagus A.JPG
Nella foto si possono osservare i bozzoli e le larve appesi in modo autonomo alle pareti verticali di legno.


Spoiler: mostra
5-26 Vagus b.JPG
La nuova deposizione dell'ultima settimana, sorvegliata dalle nutrici.
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Re: Scheda di allevamento di Camponotus vagus

Messaggioda dada » 06/05/2011, 16:32

Gianni, le mie osservazioni a grandi linee combaciano, però ho riscontrato alcune differenze con quello che riporti. Eccole:

cadaveri = due in tutto da questa primavera

Io ho avuto un numero di cadaveri molto maggiore (almeno 10). Un paio di questi cadaveri erano di minuscole operaie appartenenti alle primissime uova nate l'anno scorso.
Un altro paio di questi cadaveri erano di operaie minor appena nate (ancora molto chiare), evidentemente nate con qualche difetto e quindi uccise (decapitate) e portate fra i rifiuti.
I restanti cadaveri (almeno mezza dozzina) erano di formiche adulte, minor e media decapitate e variamente mutilate.
A quanto pare ci sono delle tensioni interne nella mia colonia :| che vengono risolte alla maniera di Robespierre.

Le operaie maggiori, i cosiddetti soldati, non hanno ancora mai lasciato il nido, limitandosi a girovagare nelle camere ad accudire la covata, ma non sono pieni come le operaie minori, mentre presso l'entrata del nido, all'esterno, stazionano in piccoli ripari 20-30 operaie minori smilze e molto attive, come una specie di guarnigione di sentinella. Sono loro che riportano il cibo all'interno del nido, senza nemmeno andare troppo oltre le prime stanze e distribuendolo alle prime operaie interne accorse. Così come depositano le prede smembrate sempre in questa stanza.
Possiamo ipotizzare una catena di distribuzione dei compiti, oltre che alimentare.

Le mie operaie maggiori, forse perchè leggermente più anziane delle tue, si comportano in maniera differente. Non si occupano del foraggiamento, ma si spostano attivamente e frequentemente all'interno del formicaio, attraversando anche le arene, per raggiungere diversi posti del nido; presso i cumuli di uova, larve e pupe ci sono sempre almeno 2-3 major con l'addome superdilatato che "montano la guardia". Se disturbo la covata con uno stuzzicadenti, le minor portano in salvo la covata e le major si attaccano allo stuzzicadenti. Dunque non fanno solo da replete, ma sono vere e proprie guardie.

Va anche notata la radicale differenza nell'organizzazione dei nostri due formicai. Il tuo è la Russia zarista dell'800; il mio è la moderna Svizzera cantonale.
Ovvero, i mucchi di uova/larve/pupe nel tuo formicaio sono "centralizzati" e difesi da un buon numero di operaie; nel mio sono disseminati in vari punti anche distanti fra loro, e spesso molto poco difesi, senza un reale e numeroso "esercito" a proteggerli.
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