Regole per la fondazione di una colonia

Regole per la fondazione di una colonia

Messaggioda Luca.B » 09/01/2011, 21:43

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(da questo post è stato creato il primo articolo della sezione Cura della colonia, che
raggruppa le guide sull'allevamento delle formiche scritte dai partecipanti al forum.)


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Le regine delle diverse specie di formiche sciamano dalla primavera all’autunno, a seconda della specie. Ogni specie ha infatti periodi di sciamatura abbastanza definiti, che sono riassunti nel seguente schema:

(cliccare l'immagine per ingrandire)
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Tali periodi sono comunque indicativi solo a livello generale, poiché non tengono in considerazione fattori ambientali quali la collocazione geografica della colonia madre, le variazioni annuali di temperature stagionali e i casi “eccezionali” (che, sebbene rari, si possono comunque presentare).

La fase della fondazione è un momento cruciale e delicato della vita di una colonia. La Regina, dopo l’accoppiamento, si stacca le ali (solo le regine fecondate lo fanno, solitamente a distanza di qualche giorno) e cerca immediatamente un luogo riparato dove passare le successive fasi, che possono durare parecchi mesi. Può rifugiarsi sotto una pietra, dentro una galla o, più comunemente, scavarsi un piccolo tunnel nella terra sigillando successivamente l’entrata.

La maggior parte delle regine non si alimentano durante la fase di fondazione (fondazione in condizione caustrale). Alcune specie (ad esempio le appartenenti al genere Myrmica, Ponera e alcune Formiche) fondano in condizioni di “semi-caustralità”, cioè la regina foraggia saltuariamente.

Quando troviamo una regina, la prima cosa da fare è quella di riprodurre le condizioni ideali perché essa inizi la fase di fondazione. Tali condizioni si ottengono mediante diversi punti essenziali:

1) Fornire alla regina un ambiente piccolo, nel quale possa sentirsi a suo agio e al sicuro come se stesse all’interno di un tunnel sotterraneo sigillato. Per fare ciò si può collocare la regina in una provetta (vanno bene sia in vetro che in plastica e, queste ultime, sono facilmente reperibili in farmacia poiché usate per raccogliere i campioni di urina per le analisi.

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2) Fornire un giusto gradi di umidità. Questo lo si ottiene creando un serbatoio di acqua nel fondo della provetta. Per fare ciò si procede riempendo circa 1/3 della provetta con dell’acqua e creando subito dopo un “tappo” di cotone pressato il più possibile così da mantenere il serbatoio separato dallo spazio in cui sosterà la regina.
3) Chiudere l’entrata della provetta con del cotone non eccessivamente pressato, così da evitare che la regina possa scappare e fornendogli un senso di protezione. La riserva di aria all’interno della provetta è sufficiente per i primi mesi e, comunque, dal cotone non eccessivamente pressato si ha un minimo di entrata di aria.

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4) Porre la provetta in un ambiente buio e tranquillo (un cassetto, un armadio o una scatola) cercando di evitare di disturbare la regina (i controlli dovrebbero essere limitati ad 1 ogni 10-15 giorni circa).

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Le regine di specie che fondano in condizione di caustralità non vanno mai alimentate fino alla nascita delle prime operaie.
Alle regine di specie che fondano in condizione di semi-caustralità andrebbe invece somministrato cibo di tanto in tanto (1 moscerino ogni 10-15 giorni è più che sufficiente) eliminando successivamente i resti.
Alla nascita delle prime operaie si può iniziare a somministrare, di tanto in tanto, una piccola gocciolina di miele (ad esempio immergendo nel miele la punta di uno stuzzicadenti e successivamente, dopo aver tolto l’eccesso, toccando appena la superficie interna della provetta) o un piccolo insetto (come un moscerino o una zanzara). Man mano che la colonia cresce si aumenta il numero di somministrazioni. Consideriamo che in natura la prima generazione di operaie è alimentata dalla regina e le operaie iniziano a girare in cerca di cibo quando sono circa 20-30. Quindi, inizialmente, non esageriamo con il cibo. Meglio darne un po’ meno che non rischiare di creare pericolosi inquinamenti della provetta con resti organici che potrebbero far morire la colonia.

Raggiunta una colonia di almeno 50-100 operaie (in base alla dimensione della specie)

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trasferirle in un formicaio di adeguate dimensioni (5-6 stanze sono più che sufficienti). Quest’ultimo passaggio può essere ottenuto in due modi:

1) Spostando la colonia in formicai via via più grandi man mano che la colonia cresce di numero;
2) Spostando la colonia in un formicaio grande al quale avremo chiuso l’accesso alle diverse stanze (eccetto 5-6) mediante tappi di sabbia compressa, sughero (per le specie che riescono a bucare il legno come Camponotus vagus, Camponotus ligniperda, Crematogaster scutellaria) o altro materiale per loro facilmente lavorabile e non tossico (nella foto sono le parti in giallo). La colonia, man mano che crescerà e si sentirà “stretta”, rimuoverà i tappi occupando le aree del formicaio inizialmente non accessibili.

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Non va dimenticato che, sebbene in cattività la percentuale di successo in fase di fondazione è più alta che in natura, questa è una fase molto delicata e non tutte le regine hanno le carte in tavola per riuscire nell’impresa. Morti improvvise non sono sempre sinonimo di errori da parte nostra.
Formiche in allevamento:
C.herculeanus-C.ligniperda-C.lateralis-C.vagus-C.fallax-Myrmica sabuleti-Dolicoderus quadripunctatus-M.scabrinodis-Messor capitatus-M.wasmanni-M.minor-Temnothorax unifasciatus-Crematogaster scutellaris-Polyergus rufescens-Lasius emarginatus-L. flavus-Lasius niger-Lasius umbratus-Lasius fuliginosus-Pheidole pallidula-Solenopsis fugax
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