Storia di una colonia di Messor capitatus

Re: Storia di una colonia di Messor capitatus

Messaggioda belloteo » 04/03/2016, 12:42

Gianni, facci vedere una foto del nuovo nido collegato a quello vecchio! Chissà quanto spazio ti starà occupando :lolz:
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Re: Storia di una colonia di Messor capitatus

Messaggioda GianniBert » 06/04/2016, 11:47

Ho iniziato questa settimana i miei giri nelle scuole con le due colonie più grandi, Messor e Camponotus vagus...
Da questo capirete che il trasloco è avvenuto senza ulteriori problematiche: nel giro di un paio di giorni ho trovato il giusto accordo fra le temperature dei due nidi.
Bisognava svegliare per bene la vecchia colonia prima di spostare le temperature solo al nido nuovo...

Un cosa interessante da riferire è che a trasloco avvenuto ho potuto fare il punto sulle condizioni della popolazione e così ho appurato che non ci sono più regine ausiliarie nella colonia!
Né alate, né dealate.
Ovviamente non ci sono nemmeno più maschi.

Questo significa che oltre alle regine da me rimosse preventivamente (ovviamente solo quelle che si spingevano in arena) anche quelle rimaste dentro la colonia sono state tutte espulse e uccise durante la fase invernale.
Le regine-operaie quindi non sono accettate in modo permanente in questa specie, anche se la mia osservazione è priva di confronti effettivi. A quel che ho capito nessuno che bazzichi internet ha finora avuto una produzione così abbondante di sessuati in cattività in una colonia di M. capitatus.
Ho scritto sia alla Marabunta che ad Acideformik e non ho avuto risposte...

La colonia posta nel nuovo nido doppio gode di una momentanea abbondanza di spazio, perché senza gli alati e con il raddoppio degli spazi si è ben distribuita. Ora vedremo se ci sarà una seconda generazione di alati o se la colonia si prenderà un anno sabbatico. Per ora la covata è ridotta (in proporzione alla colonia) e le pupe già sviluppate sono tutte di operaie piccole o molto piccole.
Ci sono però anche delle larve più grandi e sono curioso di vedere se saranno "soldati” o nuove alate...
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Re: Storia di una colonia di Messor capitatus

Messaggioda erikov » 24/06/2016, 11:22

Buongiorno,

Mi sono imbattuto per caso in questo fórum e ho letto tutto d'un fiato Storia di una colonia di Messor capitatus.
Veramente molto appassionante!
Io e la mia compagna qualche anno fa allevammo delle larve di Oryctes Nasicornis e, anche se non c'entra niente con le formiche, questo ha alimentato la passione per l'allevamento degli insetti.
Mi piacerebbe moltissimo cimentarmi nell'allevamento delle formiche, di cui ammiro l'eusocialità.

..e le Messor sono le mie preferite!
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Re: Storia di una colonia di Messor capitatus

Messaggioda IMarvin » 25/06/2016, 0:06

erikov ha scritto:Buongiorno,Mi sono imbattuto per caso in questo fórum e ho letto tutto d'un fiato Storia di una colonia di Messor capitatus.Veramente molto appassionante!
Mi piacerebbe moltissimo cimentarmi nell'allevamento delle formiche, di cui ammiro l'eusocialità.
..e le Messor sono le mie preferite!

Ciao Erikov,sarebbe molto gradita la tua presentazione nella apposita sezione (primi passi sul forum) in modo da descriverci brevemente qualcosa su di te,sul luogo dove vivi ecc.ecc. :win:
Appena iscritti al forum la miglior cosa è leggere il diario di Gianni (o i tanti altri diari presenti sul forum),che è carico di notizie e nozioni importanti per iniziare a capire qualcosa su questo particolare mondo... (anche la barra dorata in alto può aiutarti):-D
Un saluto :smile:
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Re: Storia di una colonia di Messor capitatus

Messaggioda Giacomo Ferraro » 25/11/2016, 17:37

Ciao a tutti,
ho passato le ultime 3 ore a leggere questa storia e sono veramente colpito.
Grazie!
Mi sa che avete appena acquisito un nuovo rompi.... che vi sommergerà di domande.
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Re: Storia di una colonia di Messor capitatus

Messaggioda GianniBert » 23/12/2016, 0:16

Una nota aggiunta sull'alimentazione della mia colonia: ultimamente ho sperimentato anche un tipo di candito a base zuccherina che viene gradito finché rimane idratato, dello stesso tipo che preparo come nutrimento ricostituente per le api nella fase invernale.
Si tratta di un composto fatto di 1 kg zucchero a velo, 500 ml di acqua, 400 ml di aceto e uno spicchio di aglio spremuto. Si porta a bollore lentamente e si lascia raffreddare a bagnomaria. Il composto solidifica e alle basse temperature rimane tale.
L'aglio è antibatterico e l'aceto garantisce il processo di invertasi che rende più rapida e nutriente l'assimilazione del candito.

Ovviamente questa è una razione da "alveare” (per circa 20-30.000 api), ma ne prelevo un paio di cucchiai per le formiche, e se mantenuto in frigorifero resta disponibile per mesi. Per loro ne basterebbe pochissimo, se avete colonie piccole non vale la pena, ma nella mia colonia le formiche lo gradiscono, e quando secca in arena, si possono aggiungere poche gocce d'acqua e le operaie tornano a mangiarlo.
Sperimentato con successo per ora anche con Pheidole pallidula e C. nylanderi.
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Re: Storia di una colonia di Messor capitatus

Messaggioda MrJack » 23/12/2016, 5:44

Un bel libro, davvero una storia bellissima della tua esperienza con questa magnifica colonia. Però vorrei vedere le dimensioni del Formicaio adesso !!
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Re: Storia di una colonia di Messor capitatus

Messaggioda Baroredu » 23/12/2016, 8:58

Libro stupendo é un esperienza unica ....
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Re: Storia di una colonia di Messor capitatus

Messaggioda GianniBert » 11/02/2017, 19:45

Prime osservazioni dell'anno.
Mantenuta a temperatura abbastanza costante, ma mai al freddo, diciamo fra i 15 e 18 gradi, la colonia è rimasta ben attiva anche se non ci sono state deposizioni nuove, e le larve presenti si erano ormai ridotte a qualche decina, molto piccole.
Le formiche hanno continuato ad alimentarsi e a minare le pareti della struttura, tanto che sto preparando un nido nuovo per la prossima stagione scolastica.
Il modello rispecchia abbastanza come disegno il precedente, ma ho fatto nuove scelte: intanto ho deciso di usare un blocco di gasbeton dallo spessore ridotto (5 cm), questo perché il precedente pesava troppo, e non ha nemmeno evitato i loro scavi.
Poi perché le formiche hanno comunque scavato abbondantemente il blocco da 10 cm di spessore, quindi si dovrà tenerne conto e preparare protezioni esterne, ma non sarà lo spessore a scoraggiarle dallo scavare. Il rischio fuga è solo rinviato, non scongiurato. Così ho sacrificato piuttosto lo spessore "pieno” in basso, che è il punto più vulnerabile, portandolo a 4 cm.

Per la prima volta nei miei formicai ho introdotto l'uso di stanze aperte su entrambe le facce. Questo amplia relativamente lo spazio vivibile, ma permette anche un'areazione delle stanze maggiore, cosa che con le mietitrici non guasta, limitando il ristagno di umidità.
Rende anche più leggero il blocco.
Ovviamente dovrò decidere di applicare protezioni alla base che aumentino la superficie di appoggio: un nido leggero e più stretto è più instabile, e a rischio ribaltamento, soprattutto se l'arena è più grande come superficie.

Da una settimana sto riscaldando leggermente una piccola superficie del vecchio nido: oggi ho potuto osservare i primi risultati: un pacchetto di uova fresche, segno che la cosa è stata registrata positivamente dalla regina. Conto di trasferire la colonia nella prossima settimana, anche perché il periodo di visita nelle scuole e nelle mostre entomologiche si sta avvicinando e il nido deve essere bello e sicuro per poter essere spostato e mostrato al pubblico.
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Re: Storia di una colonia di Messor capitatus

Messaggioda GianniBert » 18/02/2017, 13:19

Il nuovo nido è pronto: la colonia è stata portata in garage al freddo, per favorire il trasferimento verso il nido riscaldato.
Spoiler: mostra
2017-02-13 11.11.10.jpg
Facciata "A”...

2017-02-13 11.10.54.jpg
... facciata "B”


Per ovviare il trasudo del materiale, ho provato a mettere del nastro isolante da idraulico sui bordi scoperti. E' evidente sulla superficie del vecchio nido quale sia il risultato dell'essudazione di sali; non tutti i materiali di questo tipo trasudano allo stesso modo, alcuni non lo fanno, ma lo scopriamo solo dopo alcuni mesi di uso...
Allegati
2017-02-13 montaggio.jpg
Gli accorgimenti, il danno e la nuova arena superiore, con substrato leggero di sassolini chiari, che dovrebbero migliorare il compito di pulizia dell'arena dai semi mangiati.
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Re: Storia di una colonia di Messor capitatus

Messaggioda GianniBert » 02/04/2017, 11:26

Dai primi segni della covata in atto, sembra che anche quest'anno la colonia produrrà gli alati.
Ci sono parecchie larve che stanno crescendo in maniera abnorme, come si è verificato due anni fa.
Mi piacerebbe poter indurre a suo tempo una sorta di sciamatura artificiosa della colonia...
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Re: Storia di una colonia di Messor capitatus

Messaggioda Guglielmo » 03/04/2017, 14:35

Ciao Gianni,
complimenti ancora per la fantastica colonia. Scusami, approfitto del tuo diario per chiederti un parere sulle mie capitatus. La colonia ha 3 anni e sono comparse delle larvone che non avevo mai notato prima. Lunghezza 10-12mm. Secondo te sono alati o qualche major extra large? Spero le foto siano chiare
grazie
Allegati
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Re: Storia di una colonia di Messor capitatus

Messaggioda GianniBert » 03/04/2017, 15:35

La forma e la dimensioni sono identiche a quelle della mia colonia!
A questo punto ti chiedo due cose: hai sottoposto il nido a prolungato riscaldamento nell'ultimo periodo?
Hai aumentato in qualche modo l'apporto proteico?
Sono i due parametri che mi fanno pensare alla motivazione scatenante dello sviluppo degli alati in questa specie.

Ma le possibilità sono 3:
1 - Forte riscaldamento in periodo primaverile dopo inverno in ibernazione
2 - Alimentazione più ricca in fase di risveglio e scorte abbondanti (ma io questa la scarterei)
3 - Nessuno dei due, decide la regina quando è il momento

Nasce dal fatto che la colonia ha "saltato” un anno nella produzione di alati. Perché l'anno scorso no?
Cosa c'era di diverso? Perché alcune colonie producono alati così presto?
Le possibili cause potrebbero essere quelle sopraindicate, ma sono solo mie supposizioni.
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Re: Storia di una colonia di Messor capitatus

Messaggioda Guglielmo » 03/04/2017, 16:16

ciao Gianni
grazie per la risposta. Tenderei a scartare, nel mio caso, l'apporto proteico. E' vero che da quest'anno dò anche un pò di albume di uovo sodo, ma per il resto davo le camole e le drosofile anche prima.
Per la temperatura, si ho dovuto riscaldare in nuovo nido a febbraio per "costringerle" a trasferirsi, dopodiché ho staccato il cavetto (il riscaldamento è durato 3-4 gg in tutto). Adesso però sono al museo e si trovano in una stanza a temperatura costante di 24°C, con punte di 27°C dopo una giornata come questa, in cui 4-500 bambini visitano la stanza. Mentre l'anno scorso, essendo a casa mia, la temperatura nello stesso periodo non superava i 20°C
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Re: Storia di una colonia di Messor capitatus

Messaggioda GianniBert » 03/04/2017, 18:08

Anche io escludo il puro fattore proteico.
Ho sempre fornito insetti alla colonia, anche abbondanti, e la cosa non ha portato a nulla anche negli anni passati.
Sono più propenso a credere che le temperature siano quelle che fanno la differenza.

Sappiamo che in Myrmica ad esempio, le regine nascono da larve che hanno passato l'inverno in ibernazione. Si pensa che il calo di feromoni della regina, dovuto al letargo invernale, permetta alle larve femminili di svilupparsi in alati.
Qui potrebbe verificarsi qualcosa di simile, o la concomitanza dei diversi fattori.
Non so se questa cosa sia stata studiata a fondo.

So che anche la colonia di Messor barbarus che ho dato a un amico, ha sviluppato alati già al terzo anno, e questo nonostante la colonia non sia numerosa come la mia... forse stiamo qui a fare supposizioni e invece molto semplicemente il feromone reale in certi casi va e viene con l'umore della regina e semplicemente tutto accade. Certo, sarebbe bello capire il vero meccanismo...
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